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  Iniziativa locale per il rilancio del settore tessile e dello  sviluppo distrettuale

di Annalisa Caloffi

La Provincia di Prato, Il Comune di Prato, la Camera di Commercio di Prato, l'Unione Industriale Pratese, CGIL CISL UIL, Confartigianato e CNA, con la partecipazione della Regione Toscana, si sono riunite per definire un impegno coordinato e condiviso delle istituzioni e delle parti sociali a sostegno di una strategia di rilancio, di riorganizzazione e di innovazione del settore tessile.

I soggetti convenuti hanno sottolineato l'esigenza di intervenire nella consapevolezza che il sistema industriale pratese e, complessivamente il distretto, nelle sue articolazioni economiche, imprenditoriali, sociali e istituzionali, è in grado di rispondere adeguatamente e con spirito di iniziativa alle complesse e problematiche sfide che ha di fronte. Nel contempo si sente la necessità di un cambiamento delle politiche nazionali e comunitarie per favorire, con i necessari interventi di settore, un accompagnamento e un sostegno al settore tessile nella difficile fase del commercio internazionale. In questo senso gli attori sociali e istituzionali hanno convenuto sull'esigenza di introdurre, nell'ambito del processo di liberalizzazione e globalizzazione dei mercati, nuove regole dì concorrenza fondate sulla reciprocità, sul rispetto delle clausole sociali e ambientali e sull'eliminazione del dumping. Vi é inoltre l'esigenza di un adeguamento delle politiche nazionali a sostegno dell'imprenditoria e del lavoro dei sistemi produttivi locali.

In questa prospettiva appare necessaria e condivisibile l'idea di un "Piano Moda" che la Regione Toscana sta predisponendo nell'ambito del confronto con le parti sociali e le istituzioni al "Tavolo Regionale per la Moda". E' quindi opportuno che, nell'ambito di un grande progetto regionale, siano sostenuti in maniera definita e puntuale gli interessi e le aspettative del distretto industriale pratese sempre più proiettato ad una politica di integrazione fra le componenti della moda: produzione, innovazione formale, ricerca, penetrazione commerciale e promozione, qualità del lavoro.

La Regione Toscana e le istituzioni locali possono intervenire direttamente a sostegno degli obiettivi di qualificazione e sviluppo del tessile pratese, operando in base alle proprie finalità e competenze, nell’ambito delle politiche di bilancio e attraverso un coordinamento permanente che, attraverso la concertazione con le parti sociali, costituisca una strategia razionale e organica. Questo impegno si accompagna al sostegno politico agli obiettivi di consolidamento e rilancio del settore tessile che le istituzioni locali possono dare sul piano delle politiche nazionali e comunitarie.

I campi di intervento sui quali si possono indirizzare le iniziative coordinate dei soggetti istituzionali e locali a breve e medio periodo sono i seguenti:

1) Politiche industriali. Gli accorpamenti necessari alla razionalizzazione del ciclo produttivo devono essere sostenuti da una politica industriale nazionale e comunitaria che abbia al centro del proprio interesse i sistemi produttivi locali. Il DOCUP ob. 2, insieme alle altre misure a regia regionale, possono essere gli strumenti attraverso i quali pilotare gli interventi di ricomposizione della struttura industriale. In ordine al riequilibrio della capacità produttiva gli interventi devono essere orientati al consolidamento, alla riqualificazione e all’innovazione del sistema economico locale. Una soluzione è sicuramente il sostegno alle reti di impresa collegate a particolari funzioni quali l'internazionalizzazione, la ricerca e lo sviluppo, la formazione. A partire da settembre 2002, attraverso uno specifico gruppo di lavoro, si può pensare alla elaborazione di linee di interventi che possano dare alle imprese gli indirizzi per la strutturazione di questa nuova politica industriale.

2) Promozione. Le istituzioni locali, nell’ambito delle strategie regionali e in raccordo con l’ICE, a partire da settembre 2002, si coordineranno, attraverso l’organizzazione di uno specifico gruppo di lavoro, per dar vita a programmi mirati alla penetrazione commerciale nelle aree geografiche di espansione della domanda. Saranno inoltre svolte le iniziative necessarie alla valorizzazione della qualità dei prodotti tessili locali e alla loro rintracciabilità.

3) Ricerca. Oltre al sostegno del riconoscimento della proprietà intellettuale nel campo dell’innovazione formale ed in particolare dei campionari, dei quali si richiede il sostegno come attività di ricerca, è necessario realizzare a Prato un adeguato sistema organico ed integrato per l’innovazione tecnologica di processo e di prodotto, per la ricerca e lo sviluppo nell’ambito di reti di piccola impresa. Tale iniziativa dovrà maturare nell’ambito di un’azione sinergica che coinvolga tutti gli istituti di ricerca già presenti e operanti sul territorio, l’università, il sistema delle imprese. A partire da settembre 2002, attraverso un apposito gruppo di lavoro, potrebbe iniziare il lavoro di riflessione e progettazione dell’intervento.

4) Politiche per la valorizzazione del lavoro. Entro settembre 2002 può iniziare il processo di programmazione per le attività finanziate dal FSE per le annualità 2003-2006. Tali attività possono essere utilizzate per programmi di formazione, per il potenziamento dei servizi per l’impiego, in particolare per l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, e per le politiche del lavoro. Inoltre, al fine di valorizzare il lavoro in una fase nella quale i diritti devono convivere con le esigenze di flessibilità delle aziende, può essere costituito un centro permanente per il diritto del lavoro. Tale centro potrebbe avere come primo scopo la predisposizione di una proposta in funzione della riforma degli ammortizzatori sociali e in direzione della “carta dei diritti dei nuovi lavori”.

5) Politica fiscale e tariffaria. I soggetti istituzionali e sociali sono interessati ad aprire, anche in collegamento con altri distretti industriali tessili, una vertenza col Governo per introdurre nella L.Finanziaria per il 2003 interventi che valorizzino il settore tessile-moda. A livello locale, a partire da settembre 2002, con un apposito gruppo di lavoro, potranno essere perfezionate con la Regione Toscana alcune intese che permettano un intervento a vantaggio delle aziende del settore tessile e moda. Tali interventi potrebbero riguardare o una riduzione del carico IRAP o sostegni finanziari e creditizi per le imprese interessate alla riduzione del debito.

6) Nuova regolazione dei mercati. Le istituzioni, in accordo con le parti sociali del territorio, si faranno promotrici di un’azione di sensibilizzazione sull’esigenza di introdurre ne commercio internazionale regole di trasparenza fondate sui principi di etica economica, sulla reciprocità, sulle certificazioni sociali ed ambientali e sugli standards sanitari che consentano ai nostri sistemi produttivi di competere valorizzando la qualità intrinseca dei prodotti e non sul dumping. A questo scopo potranno essere organizzati dei forum con i nostri parlamentari europei, con rappresentanti della Commissione Europea e le relative Direzioni Generali, con i Parlamenti locali e rappresentanti del Governo Nazionale.

Prato, 1 agosto 2002

 



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