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La Provincia di Prato, Il Comune di Prato, la
Camera di Commercio di Prato, l'Unione Industriale Pratese, CGIL CISL
UIL, Confartigianato e CNA, con la partecipazione della Regione Toscana,
si sono riunite per definire un impegno coordinato e condiviso delle istituzioni
e delle parti sociali a sostegno di una strategia di rilancio, di
riorganizzazione e di innovazione del settore tessile.
I soggetti convenuti hanno sottolineato l'esigenza
di intervenire nella consapevolezza che il sistema industriale pratese e,
complessivamente il distretto, nelle sue articolazioni economiche,
imprenditoriali, sociali e istituzionali, è in grado di rispondere adeguatamente
e con spirito di iniziativa alle complesse e problematiche sfide che ha di
fronte. Nel contempo si sente la necessità di un cambiamento delle politiche
nazionali e comunitarie per favorire, con i necessari interventi di settore, un
accompagnamento e un sostegno al settore tessile nella difficile fase del
commercio internazionale. In questo senso gli attori sociali e istituzionali
hanno convenuto sull'esigenza di introdurre, nell'ambito del processo di
liberalizzazione e globalizzazione dei mercati, nuove regole dì concorrenza
fondate sulla reciprocità, sul rispetto delle clausole sociali e ambientali e
sull'eliminazione del dumping. Vi é inoltre l'esigenza di un adeguamento delle
politiche nazionali a sostegno dell'imprenditoria e del lavoro dei sistemi
produttivi
locali.
In questa prospettiva appare necessaria e
condivisibile l'idea di un "Piano Moda" che la Regione Toscana sta predisponendo
nell'ambito del confronto con le parti sociali e le istituzioni al "Tavolo
Regionale per la Moda". E' quindi opportuno che, nell'ambito di un grande
progetto regionale, siano sostenuti in maniera definita e puntuale gli interessi
e le aspettative del distretto industriale pratese sempre più proiettato ad una
politica di integrazione fra le componenti della moda: produzione, innovazione
formale, ricerca, penetrazione commerciale e promozione, qualità del lavoro.
La Regione Toscana e le istituzioni locali possono
intervenire direttamente a sostegno degli obiettivi di qualificazione e sviluppo
del tessile pratese, operando in base alle proprie finalità e competenze,
nell’ambito delle politiche di bilancio e attraverso un coordinamento permanente
che, attraverso la concertazione con le parti sociali, costituisca una strategia
razionale e organica. Questo impegno si accompagna al sostegno politico agli
obiettivi di consolidamento e rilancio del settore tessile che le istituzioni
locali possono dare sul piano delle politiche nazionali e comunitarie.
I campi di intervento sui quali si possono
indirizzare le iniziative coordinate dei soggetti istituzionali e locali a breve
e medio periodo sono i seguenti:
1) Politiche industriali. Gli accorpamenti
necessari alla razionalizzazione del ciclo produttivo devono essere sostenuti da
una politica industriale nazionale e comunitaria che abbia al centro del proprio
interesse i sistemi produttivi locali. Il DOCUP ob. 2, insieme alle altre misure
a regia regionale, possono essere gli strumenti attraverso i quali pilotare gli
interventi di ricomposizione della struttura industriale. In ordine al
riequilibrio della capacità produttiva gli interventi devono essere orientati al
consolidamento, alla riqualificazione e all’innovazione del sistema economico
locale. Una soluzione è sicuramente il sostegno alle reti di impresa collegate a
particolari funzioni quali l'internazionalizzazione, la ricerca e lo sviluppo,
la formazione. A partire da settembre 2002, attraverso uno specifico gruppo di
lavoro, si può pensare alla elaborazione di linee di interventi che possano dare
alle imprese gli indirizzi per la strutturazione di questa nuova politica
industriale.
2) Promozione. Le
istituzioni locali, nell’ambito delle strategie regionali e in raccordo con
l’ICE, a partire da settembre 2002, si coordineranno, attraverso
l’organizzazione di uno specifico gruppo di lavoro, per dar vita a programmi
mirati alla penetrazione commerciale nelle aree geografiche di espansione della
domanda. Saranno inoltre svolte le iniziative necessarie alla valorizzazione
della qualità dei prodotti tessili locali e alla loro rintracciabilità.
3) Ricerca. Oltre al sostegno del
riconoscimento della proprietà intellettuale nel campo dell’innovazione formale
ed in particolare dei campionari, dei quali si richiede il sostegno come
attività di ricerca, è necessario realizzare a Prato un adeguato sistema
organico ed integrato per l’innovazione tecnologica di processo e di prodotto,
per la ricerca e lo sviluppo nell’ambito di reti di piccola impresa. Tale
iniziativa dovrà maturare nell’ambito di un’azione sinergica che coinvolga tutti
gli istituti di ricerca già presenti e operanti sul territorio, l’università, il
sistema delle imprese. A partire da settembre 2002, attraverso un apposito
gruppo di lavoro, potrebbe iniziare il lavoro di riflessione e progettazione
dell’intervento.
4) Politiche per la valorizzazione del lavoro.
Entro settembre 2002 può iniziare il processo di programmazione per le attività
finanziate dal FSE per le annualità 2003-2006. Tali attività possono essere
utilizzate per programmi di formazione, per il potenziamento dei servizi per
l’impiego, in particolare per l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, e per
le politiche del lavoro. Inoltre, al fine di valorizzare il lavoro in una fase
nella quale i diritti devono convivere con le esigenze di flessibilità delle
aziende, può essere costituito un centro permanente per il diritto del lavoro.
Tale centro potrebbe avere come primo scopo la predisposizione di una proposta
in funzione della riforma degli ammortizzatori sociali e in direzione della
“carta dei diritti dei nuovi lavori”.
5) Politica fiscale e tariffaria. I
soggetti istituzionali e sociali sono interessati ad aprire, anche in
collegamento con altri distretti industriali tessili, una vertenza col Governo
per introdurre nella L.Finanziaria per il 2003 interventi che valorizzino il
settore tessile-moda. A livello locale, a partire da settembre 2002, con un
apposito gruppo di lavoro, potranno essere perfezionate con la Regione Toscana
alcune intese che permettano un intervento a vantaggio delle aziende del settore
tessile e moda. Tali interventi potrebbero riguardare o una riduzione del carico
IRAP o sostegni finanziari e creditizi per le imprese interessate alla riduzione
del debito.
6) Nuova regolazione dei mercati. Le
istituzioni, in accordo con le parti sociali del territorio, si faranno
promotrici di un’azione di sensibilizzazione sull’esigenza di introdurre ne
commercio internazionale regole di trasparenza fondate sui principi di etica
economica, sulla reciprocità, sulle certificazioni sociali ed ambientali e sugli
standards sanitari che consentano ai nostri sistemi produttivi di competere
valorizzando la qualità intrinseca dei prodotti e non sul dumping. A questo
scopo potranno essere organizzati dei forum con i nostri parlamentari europei,
con rappresentanti della Commissione Europea e le relative Direzioni Generali,
con i Parlamenti locali e rappresentanti del Governo Nazionale.
Prato, 1
agosto 2002
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