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Promosedia festeggia il 25° Salone con un evento artistico
di spessore internazionale
Chairs
in Contemporary Art
è il titolo della mostra voluta da Promosedia per celebrare il 25°
Salone Internazionale della Sedia in questo suo significativo
anniversario.
La mostra è un grande omaggio
a questo semplice ed insostituibile oggetto, un evento che rinnova il dialogo
tra il mondo industriale di cui Promosedia si fa portavoce e il mondo artistico
internazionale
che nella sedia ha trovato una fonte di intensa ispirazione.
E un immaginario fil-rouge lega questa straordinaria esposizione alla mostra
20 Artisti Interpretano la Sedia, l’evento artistico organizzato nel 1996 in
occasione del 20° anniversario del Salone.
Perché
la scelta di dedicare una mostra alla Sedia nell’Arte Contemporanea
E’ nel ‘900 che si inizia a
pensare che gli oggetti abbiano una vita “altra” rispetto alla necessità che ne
ha ispirato il progetto: “Stalvolta gli oggetti che popolano le nostre
abitudini, gli automatismi che scandiscono un ritmo confortante alla nostra
vita, se estrapolati da questa
palude salubre che è la vita quotidiana, comunicano in maniera diversa, lanciano
dei segnali ai quali la naturale frequentazione di essi ci ha reso sordi” (Carlo
Benvenuto).
Chairs in Contemporary Art
allarga
lo sguardo sull’opera di oltre
40 artisti dell’arte contemporanea di tutto il mondo, portavoce di mondi
culturali e correnti artistiche diverse, ma
tutti egualmente affascinati dalle capacità
espressive della sedia, oggetto condiviso da ogni cutura, elemento
d’arredo che più di ogni altro accompagna le molteplici tappe della nostra
esistenza.
Ecco dunque la sedia
trasfigurata, sradicata dalla sua originaria funzione e colorata di un’altra
vita, personificata o elevata a simbolo della condizione umana... La raccolta
che si apre allo spettatore nelle sale dei Civici Musei del Castello di Udine
propone sedie che esprimono la vita, la morte, l’illusione, l’orrore, la
memoria, il gioco, la fragilità, il bisogno di comunicare, l’amore, la
solitudine, il calore, la materia... Interpretazioni e sentimenti che lo
spettatore può cogliere e condividere: la catarsi dal dolore nell’opera di
Andy Warhol, che riproduce una sedia elettrica resa irreale e grottesca
grazie all’uso della serigrafia, la volontà di Franz West di rendere lo
spettatore protagonista attivo dell’opera, l’intenzione di portare alla luce il
significato metafisico degli oggetti che ispira Tony Cragg e ancora, la
sedia assunta a simbolo dell’attivismo nella civiltà occidentale e, per contro,
della sua stessa negazione secondo Emilio Fantin, la sedia realizzata con
mozziconi di sigaretta a esprimere l’esperienza individuale che si consuma e
trasforma nell’opera di Ingeborg Lüscher, la sedia in vetro di Liliana
Moro metafora della fragilità dell’esistenza, la sedia come un “oggetto in
meno” nell’arte di Michelangelo Pistoletto e molte altre ancora...
Sono
materiali di ogni sorta (cera, candele, vetro, ferro, rame, legno, marmo, gomma,
chiodi) e forme d’arte quali la fotografia, la scultura, i dipinti, le
installazioni... a calarsi nella contemporaneità di elaborazioni artistiche
sorprendenti. Inoltre, i quadri esposti stabilmente nella Galleria d’Arte Antica
del Museo creano con le opere in mostra un gioco dialettico, uno scambio tra
passato e presente, ed offrono la possibilità di assistere alla trasformazione
del concetto di “arte” durante gli anni. Una mostra nella mostra, quindi, ricca
di significati nascosti e contrastanti, nel segno di quella relatività
interpretativa che ha segnato tutto il secolo che ci siamo appena lasciati alle
spalle e che, grazie alla presenza di molti giovani artisti, contiene “in nuce”
le tematiche che animeranno l’arte futura.
Nel
contemporaneo gioco della reinterpretazione, anche lo spettatore può
trasformarsi: oltre che parte osservante può essere fruitore dell’opera d’arte:
enormi nidi istallati in più punti della città danno ristoro a passanti e
visitatori e l’opera, se pur oggetto d’arte, “parla un linguaggio quotidiano”.
Echi surreali e percorsi
immaginifici astraggono dal tempo chi decide di addentrarsi in un cammino che
passa attraverso la storia dell’arte contemporanea. Un cammino per appassionati,
ma non solo: anche chi abbia in mente il concetto tradizionale di sedia non
potrà mancare di stupirsi e lasciarsi rapire dalle multiformi, variegate
rappresentazioni artistiche che Agnes Kohlmeyer, curatrice della mostra, ha
selezionato per questo prestigioso evento.
dall'alto in basso: Ayse
Erkmen: Sacco, 1998; Bruce Nauman: Abstracted chair for Musical Chair
II, 1983; Marisa Merz: Senza titolo, 1991; Leo Bettina
Roost: Dauphin et Dauphine III, 1965
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Gli artisti che hanno esposto:
Kirstin
Arndt (D), Carlo Bach (D/I), Liz Bachhuber (USA/D), Mark Bain (USA/NL), Roberto
Barni (I), Carlo Benvenuto (I), Mariapia Borgnini (CH), Letizia Cariello (I),
Loris Cecchini (I), Chen Zhen (Cina), Tony Cragg (GB/D), Paola Di Bello (I),
Reto Emch (CH), Ayse Erkmen (Turchia/D), Diego Esposito (I), Emilio Fantin (I),
Eugenio Giliberti (I), Albano Guatti (I/USA), Donald Judd (USA), Stephen
Kaltenbach (USA), Massimo Kaufmann (I), Avish Khebrehzadeh (Iran/USA), Joseph
Kosuth (USA/I), Sol LeWitt (USA/I), Sarah Lucas (GB), Ingeborg Lüscher (D/CH),
Marcello Maloberti (I), Paul McCarthy (USA), Marisa Merz (I), Liliana Moro (I),
Bruce Nauman (USA), Claes Oldenburg (S/USA)/Coosje van Bruggen (NL/USA),
Michelangelo Pistoletto (I), Paola Pivi (I), Bernardi Roig (E), Ulf Rollof (S),
Alfredo Romano (I), Leo
Bettina Roost (CH/D), Marco Nereo Rotelli (I), Jan Vercruysse (B), Andy Warhol
(USA), Franz West (A), Robert Wilson (USA), Erwin Wurm (A), Heimo Zobernig (A).
Agnes
Kohlmeyer - curatrice della mostra
Agnes
Kohlmeyer ha studiato storia dell'arte alla “Freie Universität” di Berlino. Dal
1984 vive a Venezia, dove lavora come critica d'arte e curatrice indipendente.
Ha curato mostre e pubblicato saggi critici in Italia e all'estero. Nel 1999 ha
collaborato alla 48.ma edizione della Biennale di Venezia come assistente di
Harald Szeemann. Dal 2001 dirige il Kunstverein Museum di Ludwigsburg
(Germania).
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Inaugurazione |
8 settembre 2001 |
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Apertura al pubblico |
Dal 9 settembre 2001 al
6 gennaio 2002 |
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Esposizione |
Civici Musei del Castello
di Udine (situato nel centro storico cittadino) |
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In
collaborazione con |
Comune di Udine, Civici Musei e Gallerie di Storia e Arte, Udine Castello |
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Sostenitori |
Azienda Regionale per la Promozione Turistica del Friuli
Venezia Giulia
Cassa di
Risparmio di Udine e Pordenone SpA
Fondazione Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone
Provincia di Udine |
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Orari della mostra
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Domenica 9 e lunedì 10
settembre: 9.30 -12.30 / 15.00 -18.00
Dall’11 settembre con i
seguenti orari:
da martedì a sabato: 9.30 -12.30 /15.00 -18.00
domenica: 9.30 -12.30
lunedì chiuso |
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Biglietto d’ingresso |
Lit. 5.000= |
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Catalogo |
Lit.
40.000= In vendita presso il bookshop dei Civici Musei |
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Per informazioni |
Promosedia - Tel. 0432
745611 -
www.promosedia.it |
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Tra le altre opere esposte:
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Carlo Bach:
Sospensione I, 2000 |

Carlo
Benvenuto: Senza titolo, 1999 |

Loris
Cecchini:
Stage Evidence (platea vuota), 2001 |
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Tony Cragg:
Unscharferelation, 1991 |

Donald Judd:
Two Side Chairs, 1989 |

Sol Lewitt: Wall
Structure - Five models with one cube, 1965/93 |
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Claes
Oldemburg/Coosje Van Bruggen: Prototype of the HouseBall, 1985 |

Michelangelo Pistoletto: Quadro da Pranzo, 1965 |

Robert Wilson: Bamboo
Chair, 2001 |
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