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  Sul filo della lana - Mostra a Biella su mito e rito della lana nell'arte, dal 21 aprile al 24 luglio 2005

La mostra Sul filo della lana, fortemente voluta dal Presidente della Fondazione Museo del Territorio Biellese, Luciano Donatelli e dal Sindaco della Città di Biella, Vittorio Barazzotto, con il sostegno della Provincia di Biella e dell'Unione Industriale Biellesi e allestita dallo Studio Cerri & Associati, è un grande evento espositivo. Una mostra-show, un viaggio multisensoriale seguendo quel filo di lana che s'intreccia così strettamente alla storia dell'umanità da sconfinare nel mito e divenire uno degli elementi simbolici più ricorrenti fin dai tempi più antichi.
 
La mostra è una raccolta di opere d'arte, storiche e contemporanee, che affronta alcuni temi fondativi della storia dell'umanità attraverso una serie di accostamenti poetici posti trasversalmente nelle epoche in modo da suscitare la fantasia del visitatore accostando importanti reperti archeologici, lavori maggiori della pittura classica e opere di arte contemporanea.
Si trovano così a confronto una delle più note sculture dell'antichità, l'ariete bronzeo greco che proviene dal Museo Archeologico di Palermo e le pecore del XIX secolo dinanzi alla benedizione di un prete cattolico nel dipinto di Segantini.
La famosissima Arianna, una scultura marmorea archeologica della Collezione Medici, accanto alle opere di Giorgio De Chirico che in essa hanno trovato fonte d'ispirazione, il filo rosso di lana nelle immagini di Teseo su un vaso attico, il medesimo filo rosso nelle mani di una Madonna russa del XVI secolo, e ancora lo stesso filo rosso come motivazione dei romanzi di Arthur Miller.
La fantasia del visitatore è continuamente stimolata dai confronti storici e gli consente di capire quanto profondo è l'archetipo della lana, dal filo primordiale, al fuso e alla pezza.
Lo spirito innovativo della mostra deriva dalla volontà di utilizzare l'infinita eredità culturale italiana come strumento per definire un brand produttivo che intende in futuro affrontare la competizione mondiale.

Dal filo di Arianna al gomitolo di Andy Warhol, una storia di millenni va in mostra a Biella: dal 21 aprile al 24 luglio 2005 la città piemontese ospita la prima esposizione mai realizzata al mondo sul mito della lana. Sul filo della lana, a cura del noto critico d'arte Philippe Daverio, raccoglie più di 100 opere provenienti dai principali musei internazionali, che coprono un arco temporale dalla preistoria ai giorni nostri.

Circa trenta auto ecologiche FIAT, con il cofano decorato da teste di ariete in cartapesta realizzate dagli artigiani specializzati nella creazione dei carri allegorici del Carnevale di Viareggio, oltre a sei Maserati, garantiscono ai visitatori i collegamenti tra le diverse sedi espositive. Altre dieci vetture circoleranno tra le città italiane sponsorizzando l'evento biellese. Simbolo della mostra i montoni in plastica dorata realizzati dalla Cracking Art in 200 esemplari firmati e numerati che saranno venduti ai collezionisti e quelli giganti in vetroresina posti nei pressi di strategici nodi autostradali.
L'esposizione è per molti aspetti rivoluzionaria, a cominciare dagli inediti accostamenti di capolavori artistici, per continuare con l'allestimento, di forte impatto innovativo: per esempio ogni sezione ha uno schermo dal quale il curatore Philippe Daverio commenta le opere e fornisce dei flash storici. Ma rivoluzionario è anche lo scopo dell'evento, che intende svelare l'anima della città, quell'eccellenza nella lavorazione della lana che costituisce la corporate identity di Biella e del suo territorio.

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Il percorso della mostra è articolato in tre sezioni distinte

Il MITO - Museo del Territorio, Chiostro di San Sebastiano - Biella

In anteprima mondiale è esposta la più antica testimonianza sull'esistenza della tessitura: frammenti di terracotta di 25.000 anni fa, su cui è rimasta impressa l'impronta di un tessuto.
In mostra anche uno straordinario Ariete ellenistico in bronzo della prima metà del III sec. a.C appartenuto al tiranno di Siracusa Ierone che si confronta con le pecore di Segantini.
La famosissima Arianna, una scultura marmorea archeologica della Collezione Medici, accanto alle opere di Giorgio De Chirico che in essa hanno trovato fonte d'ispirazione.
Le leggende che intrecciano lana e mito, sono raccontate da decine di capolavori tra cui quelli di Luca Giordano, Giorgio De Chirico, Tintoretto, Brueghel, Odillon Redon.
Una sezione è dedicata ad importanti manoscritti e documenti antichi, un'altra espone un guardaroba "improbabile" dal cappotto di Agnelli al poncho di Garibaldi e ancora tappeti, arazzi e manufatti da tutto il mondo.
Verso la fine del percorso si affronta il tema dell'evoluzione del concetto di eleganza. Dall'oratore etrusco in toga reinterpretato da Michelangelo Pistoletto, alla straordinaria raccolta di personaggi ritratti nelle fotografie, alcune inedite, provenienti dalle collezioni di Vogue.

La Fantasia - Lanificio Pria - Biella

La Fabbrica Pria, al Ponte delle Signore, ospita nei suoi affascinanti spazi la sezione dedicata alla Fantasia.
Gesti e oggetti d'arte contemporanea in cui la lana e il mondo ad essa collegata divengono generatori d'arte.
Con l'allestimento di Studio Azzurro, famoso in tutto il mondo per le sue video installazioni, un magnifico salone riacquista l'aspetto,poeticamente interpretato, che lo caratterizzava ai tempi in cui questo spazio era ancora una fabbrica. Immagini virtuali e rumori avvolgono il visitatore proiettandolo nel vero clima delle manifatture laniere testimoniate anche da alcuni storici scatti di Gabriele Basilico.

Opere contemporanee, ma già storiche, conducono il visitatore attraverso i racconti mitologico-arcadici di Kounellis e le "autostoricizzazioni" di Cavellini le video-installazioni di Fabrizio Plessi.
I montoni di Lalanne si contrappongono a opere di Joseph Beuys, Man Ray, Giovanni Ragusa, Raffaele Bueno e George Brecht.
La lana è soggetto ispiratore e materiale con cui interagire in opere che sono state realizzate ad hoc per questa occasione da artisti come Marcello Jori, Luigi Serafini e Braco Dimitrijevic.
Il Cracking Art Group ha realizzato per l'occasione la grande installazione "Freddo": sessanta pinguini in plastica color ghiaccio attraversano sospesi il torrente Cervo.
A raccontare che della fantasia c'è sempre bisogno, uno spazio enorme ospita la sezione dedicata ai bambini: una balena di 23 metri realizzata in flanella dall'artista Claudia Losi.

La Fabbrica - Fabbrica della Ruota, Pray Biellese

Situata ad una trentina di chilometri da Biella, ma idealmente collegata dalla Strada della Lana alla città, l'antica Fabbrica della Ruota ospita la terza sezione della mostra e rappresenta l'unico esempio superstite in Italia a testimoniare le tecniche di trasmissione telecinetica del moto ricavato dall'energia idrica.
Un luogo della memoria, una sorta di luogo magico, che racconta, una storia di fatica e di genio: la trasformazione della lana grezza in raffinato tessuto per mezzo del lavoro e della fatica degli uomini, aiutati dall'energia scaturita dalla forza dell'acqua che muoveva la grande ruota.
Grazie agli interventi creativi di Studio Azzurro, gli antichi macchinari tessili sono virtualmente messi in moto dai video che raccontano storie legate all'evoluzione dell'industria tessile biellese: dalla nascita della borghesia imprenditoriale, alle lotte operaie.
Qui si racconta la storia dell'interazione tra lana e territorio biellese: viene spiegata l'importanza che la lana ha avuto dal Cinquecento a oggi nel distretto di Biella, l'evoluzione storico-sociale del territorio, il meccanismo che ha affinato, con l'acqua e la volontà dell'uomo, la produzione d'eccellenza per la quale oggi Biella è conosciuta nel mondo.

 informazioni: www.sulfilodellalana.it

 Giugno, 2005

 



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