Il Tour Introduzione Progetto e Mostra Schede dei distretti Immagini

 

- INTRODUZIONE -

Nel segno della proporzione

Il mondo riconosce agli Italiani la capacità creativa. I prodotti italiani sono noti per la loro bellezza e qualità tanto che Made in Italy è non solo un marchio di provenienza ma anche un attestato di qualità.

Nell’antichità erano noti i prodotti agricoli (il grano del Meridione, l’olio, le nocciole e tanto altro), nel Medio Evo e nel Rinascimento i prodotti artigianali, (i tessuti fiorentini, le carte di Fabriano, le armature milanesi), oggi i prodotti industriali dei Distretti. Le mani nodose degli Italiani si sono spaccate sotto il sole brandendo il falcetto, si sono arse con i concianti e i coloranti e oggi si sono tramutate nella mente che dirige le macchine come i computer e gli aggraziati bracci meccanici orientali: il risultato è in essenza sempre lo stesso, un prodotto di alta qualità, anche se si è passati dalle campane ai rubinetti, dalla seta alla lana, dai vestiti ai divani.

Tutti i prodotti del Bel Paese sono connotati da una creatività che consiste in una complessa arte capace di mettere insieme le linee semplici con la funzionalità, la bellezza con lo stile e la moda, la durata fisica con l’essenzialità delle forme. La creatività italiana prende la materia del mondo e la trasforma sapientemente in oggetti che veicolano necessariamente cultura. Gli Italiani sanno trasformare perché sono stati trasformati a loro volta in Italiani da una secolare azione di mescolamento culturale, antropologico e sociale che ha fatto del Paese una continuità di differenze. Si potrebbe azzardare che la trasformazione preesiste agli Italiani, è nella terra, nel paesaggio che entrano nel prodotto al pari delle abilità umane: se si acquista un abito, in esso è apprezzabile la purezza delle acque che hanno lavato la lana del tessuto, se si assaggia una conserva, si sente il sole e il suolo di origine vulcanica del Meridione.

Occorre tuttavia definire meglio questo fenomeno creativo ed è per questo che, a Cittadellarte, abbiamo fatto l’esperimento di porre il prodotto italiano davanti allo specchio. Lo specchio, come di consueto, ci ha mostrato il quadro sintetico del multiforme Made in Italy. Il passato: le mani dei vecchi che insegnano a quelle dei giovani, le comunità locali che cercano l’affrancamento dalla terra e il miglioramento delle condizioni di vita per mezzo dell’industria manifatturiera, la terra particolare della penisola, il mare e la montagna passando per la pianura e la collina, la ricchezza agricola, la cultura popolare. Il presente: una grande eredità culturale che entra in crisi quando il mondo accelera e i vecchi non servono più perché non sanno stare al passo, la città e la metropoli che si replicano uguali dappertutto dimenticando le specificità, il prodotto che si perde nei meandri dei ragionamenti del collocamento commerciale, le opportunità offerte dagli scambi più veloci e standardizzati, la cultura e l’iperinformazione, nuovi e insospettati impasti umani.

Ma più interessante ancora è il futuro del prodotto italiano: si genera un punto di tensione magnetica tra l’arte e la produzione, dove una diventa lo specchio dell’altra. La capacità di trasformare materialmente corrisponde, in Italia, alla capacità trasformatrice dell’arte: il prodotto, già veicolo inconsapevole di cultura, ora si fa cosciente della necessità di intraprendere un nuovo percorso. L’arte conferisce un’identità al prodotto che viene promosso a testimone consapevole della nascita di una rinnovata comune prospettiva.

Le mani degli artisti del passato, inspessite e impolverate dallo scalpello, impastate e colorate dai pigmenti per la pittura, passano il testimone agli artisti di oggi la cui mente trasformata attraverso le esperienze novecentesche sa filmare e disegnare al computer e con uguale maestria passare dalla creta al poliuretano. Gli artisti non riproducono più la realtà ma creano segni potenti in grado di dare una direzione alla realtà della vita. Non possono spiegare tutto quello che sarà, poiché per questo è necessaria la partecipazione di tutti, possono però indicare le linee essenziali del nuovo. La loro immaginazione, la loro intelligenza li mette in condizione di decifrare le attuali necessità e generare la dimensione nascente.

L’arte italiana nel primo e secondo novecento ha primeggiato nel mondo.

Adesso propone una nuova prospettiva delineata sulle proporzioni della persona umana riprendendo, necessariamente ed in maniera assai diversa, le motivazioni che hanno ispirato il Rinascimento. E’ una chiara ripresa del concetto di “classico” con la conseguente ricerca delle proporzioni.

La proporzione oggi non è più solo un rapporto tra linee e spazi ma è un fatto etico, estetico, sociale: il termine di confronto è ancora una volta l’uomo che è posto al centro, ma con più consapevolezza. Il senso di proporzione diventa un mezzo per capire i rapporti con i propri simili e il mondo: si ricerca l’equilibrio e questa stessa ricerca diventa materia vivente di definizione della qualtà della vita.

Proprio qui, nella ricerca della qualità della vita, arte e impresa si stringono la mano.

 

 
   Home
   Arte e Impresa
   Manifesto
   Il Tour
   Zona stampa
   Staff, info

Club dei Distretti Industriali

 Sede Segreteria: Confindustria Veneto - Via Torino, 151/C - 30172 Mestre (VE) - tel. +39 041 2517511 - fax +39 041 2517574 - Sito Internet: Fondazione Museo della Calzatura Sportiva - 31044 Montebelluna (TV) - Tel +39 0423 303282

Cod. Fisc. 90032590029    -    www.distretti.org   -   info@clubdistretti.it

web design: marco mancin - web hosting: medianet srl