n° 11 - Luglio 1999

 

 

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Regioni, Minindustria e distretti industriali

I distretti industriali e i loro problemi non hanno occupato posizioni centrali nelle politiche di questo e del precedente Governo anche perché la materia è stata trasferita, forse un po' frettolosamente, alle Regioni.
Il Ministero dell'industria, comunque, ha dato più di una prova di attenzione per i distretti. E' intervenuto con la legge 277/97, quando ha cercato di spronare le Regioni a fare un passo avanti. Ha lasciato aperto uno spiraglio nella liberalizzazione del mercato dell'energia elettrica. Ha fatto approvare la nuova disciplina per il riconoscimento dei distretti. L'ultimo atto consiste nell'esercizio della funzione di indirizzo nei confronti delle Regioni; in modo discreto, ma deciso, ha convocato enti locali, associazioni di categoria, Regioni e distretti esortando tutti a riprendere il filo delle politiche dal punto in cui si era annodato.
L'Assessore Michele Ventura, responsabile del coordinamento tra le Regioni, è intervenuto rilevando le molte divise mentali che tuttora ostacolano il decollo di una politica di sviluppo su basi territoriali ed ha puntato l'indice su un sistema di incentivi che non riesce ad attivare una vera programmazione degli investimenti dal basso. Bersani ha assicurato che con il Fondo Unico questo vincolo potrà essere superato, sempre che "le Regioni abbiano idee e una buona dose di coraggio".
Proviamo a fare l'elenco della spesa di questa partita ancora tutta da giocare.
Le Regioni che non lo hanno ancora fatto (Veneto, Emilia in primo luogo) riconoscono i distretti e tutte impegnano già per l'anno 2000 una somma per interventi di sviluppo locale. In attesa di una riflessione sulle esperienze già maturate non conta la quantità di risorse impegnate ma il fatto di mettere in moto il processo.
Contestualmente al loro riconoscimento, si devono insediare i "comitati di distretto", strutture leggere composte da operatori ai quali è affidato l'incarico di elaborare e di valutare i piani di sviluppo.
Sui contenuti delle politiche c'è probabilmente un grosso equivoco. Non si deve introdurre un altro regime di aiuti per gli investimenti delle imprese; per questo valgono le regole generali. L'asse degli interventi delle politiche per i distretti è il rafforzamento dei fattori locali di sviluppo, le aree industriali, le reti di telecomunicazioni, i depuratori, i trasporti, la formazione, l'immagine dei territori, i servizi comuni. Nessuno invoca "riserve" per i distretti; si chiedono strumenti di sostegno allo sviluppo locale, indipendentemente dal fatto che si chiami distretto industriale, area turistica o polo agroalimentare.
Per questo occorrerà rivedere anche la struttura dei sostegni alla programmazione negoziata che attualmente sono previsti quasi esclusivamente per le regioni obbiettivo 1 e 2; l'80% dei distretti ne è fuori!
Ferma restando la centralità del ruolo delle Regioni, occorre riservare alcuni fronti di interventi a livello centrale; questo vale in modo particolare per l'innovazione tecnologica, la promozione e la formazione di alto livello. Invece di creare corsi di laurea e piccoli centri di ricerca in tutti i distretti, occorre puntare a pochi centri di eccellenza che operano su logiche di filiera.
Per tutto questo occorrono un quadro normativo nazionale e regionale coerente; Regioni determinate a investire nei sistemi produttivi locali. Il Club, come rete di persone con un bagaglio di esperienze dirette nello sviluppo dei distretti, è pronto a collaborare con le Regioni, e di questo parleremo diffusione in un convengo programmato a Lecce per fine Ottobre.
 

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L'assemblea annuale


L'assemblea annuale del Club dei distretti industriali si è svolta il 3 maggio presso la sede dell'Istituto Nazionale per il Commercio Estero a Milano. I lavori sono stati aperti dalla relazione del presidente Paolo Sarti che si è soffermato, in particolare, sulle novità introdotte nel nostro ordinamento per le imprese dei distretti: i consorzi di acquisto dell'energia elettrica, la certificazione ambientale di area ed il decreto "Bersani 2", quello che, come auspicato, ha eliminato la griglia dei parametri statistici per l'individuazione dei distretti. "L'assemblea", ha osservato Sarti, "è l'occasione per incontrarci e fare il punto sui problemi comuni con i quali si misurano imprese e distretti. Da molte parti giungono notizie preoccupanti sulla congiuntura locale ed anche se la competitività dei distretti non è venuta meno, quanto sta succedendo richiede la massima attenzione. Nei prossimi mesi il Club, insieme a tutte le organizzazioni che si occupano di sviluppo locale, dovrà dare un contributo sostanziale in termini di comprensione della situazione e di progetti".
Presentando il bilancio di un anno di attività ha rilevato che il Club, a livello generale, ha raggiunto risultati più che soddisfacenti in fatto di visibilità e rappresentanza, ma altrettanto non si può dire sul piano delle politiche a favore dei distretti; "in realtà", ha commentato "nelle voci dell'attivo del 1998 figurano anche i primi risultati utili in termini di benefici concreti. Il decreto sull'energia elettrica (D.L. 79/1999) offre alle imprese la possibilità di organizzarsi in clienti idonei e di acquistare sul mercato libero. Questo è solo un primo obbiettivo, che comunque ricompensa le risorse che i soci hanno investito nel Club in forma di quote associative. Un altro risultato di cui siamo soddisfatti è la collaborazione con l'Ice. Il cd dedicato ai distretti presenta con un approccio diverso, che parte proprio dall'eccellenza dei sistemi territoriali, il fascino del made in Italy" .
Nella parte centrale della relazione ha esaminato il rimescolamento in corso nel quadro di riferimento delle politiche industriali. "Fino ad oggi" ha sottolineato il Presidente "i nostri referenti erano soprattutto il Ministero dell'Industria e la Comunità Europea. Ora le competenze sono state trasferite alle Regioni dove si ha l'impressione che, salvo alcune eccezioni, ci sia scarsa considerazione per i distretti e le politiche di sviluppo dei sistemi territoriali di pmi. Il compito di definire i programmi e di reperire le risorse è sempre più un fatto di dimensione locale e quindi dobbiamo rilanciare la capacità dei distretti di organizzarsi, di darsi un'identità forte e di prendersi cura direttamente dei propri problemi".
Le ultime battute sono state riservate al decreto Bersani e alla certificazione ambientale dei distretti.
Il primo provvedimento era atteso ed è stato accolto favorevolmente da tutti i presenti. "La nuova definizione", ha puntualizzato Sarti, "distingue tra sistemi produttivi locali e distretti industriali. I distretti, insieme agli altri requisiti, presentano una specializzazione produttiva. Rimangono in verità elementi di ambiguità, ma questo non può che aumentare la discrezionalità riconosciuta alle Regioni". Accingendosi a concludere l'intervento ha rilevato che "il recepimento nell'ordinamento comunitario della certificazione ambientale dei distretti (Regolamento UE 1836/93; Emas) costituisce un'altra leva che i distretti possono usare per cimentare e qualificare la propria identità collettiva".
Nel dibattito che è seguito, Luciano Consolati (distretto di Lumezzane) e Paolo Barzaghi (distretto della Brianza) hanno richiamato l'attenzione sui contratti d'area. Barzaghi, in particolare, ha sottolineato l'importanza delle alleanze con le organizzazioni che inseguono gli stessi obbiettivi del Club (associazioni di categoria, camere di commercio,...). Al termine dei lavori, dopo l'approvazione dei bilanci consuntivo e preventivo, Sarti ha invitato i colleghi dei distretti a pensare al rinnovo degli organi sociali che dovranno essere insediati all'inizio del prossimo anno.
 

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I distretti su Cd rom

"I distretti industriali: la via italiana al lavoro e allo sviluppo", un titolo che riassume in modo efficace il contenuto del CD rom che l'Istituto per il Commercio Estero e il Club dei distretti hanno dedicato ad uno dei fenomeni più originali del sistema economico italiano.
Il disco si apre con due semplici click. Una vivace colonna sonora accompagna la "zoomata" che dalla foto satellitare dell'Italia porta al menù iniziale in base al quale si può scegliere la lingua: italiano, inglese o spagnolo. L'indice propone quindi un viaggio articolato in quattro sezioni: I distretti industriali in Italia, Il Club dei distretti industriali, lo zoom sui distretti, l'Ice.
La presentazione dei distretti e delle loro caratteristiche è affidata a racconti didascalici incastonati da immagini di prodotti, aziende e degli edifici più rappresentativi dei distretti, da brevi video ("movie" nel menù), da alcune tavole analitiche e da un paio di mappe animate che si accendono al passaggio del cursore e rimbalzano il lettore nel cuore dei distretti.
I distretti industriali in Italia. La prima sezione presenta, per grandi linee, il fenomeno dei distretti industriali. Il fascino dei distretti è il capitolo introduttivo che analizza la miscela di fattori economici, organizzativi, storici e culturali che animano i sistemi locali di piccole imprese e ne favoriscono il continuo adattamento alle mutazioni dei mercati. Il capitolo successivo (I distretti e le esportazioni italiane) ricostruisce il contributo dei distretti alla bilancia commerciale del nostro Paese; è stato stimato, infatti, che un terzo delle esportazioni italiane è prodotto da aziende che operano all'interno dei distretti e che, grazie al consistente avanzo commerciale, questi saldano abbondantemente le proprie importazioni di materie prime e tutto il conto energetico-alimentare italiano. L'Italia rivelata dai mercati si sofferma sul ruolo dei distretti industriali nella costruzione dell'immagine dell'Italia all'estero, soprattutto nel campo della moda e del design. Il terzo capitolo contiene una tavola con i dati dei distretti: il settore di specializzazione, il numero delle aziende e degli addetti, il fatturato e le esportazioni. Nell'ultima riga, il totale, consente di apprezzare le dimensioni rilevantissime del fenomeno nel suo insieme. Proseguendo, con la mappa si possono localizzare i distretti censiti dall'ISTAT caratterizzata dalla presenza dei distretti: i colori consentono di distinguere i diversi settori di specializzazione: alimentare, tessile e abbigliamento, prodotti per l'arredamento, pelli e cuoio, oreficeria e prodotti musicali, meccanica e poligrafiche.
Il Club dei distretti industriali. La seconda sezione è dedicata al Club dei distretti. La navigazione scorre rapida anche perché la segnaletica che guida il percorso resta la stessa. La prima opzione apre la presentazione del Club di cui vengono specificati obbiettivi, attività, cariche sociali, indirizzi e altre informazioni utili. Qui si trova anche una stima del peso relativo dei distretti associati al Club (che sono un trentina) sul totale nazionale: in termini di occupazione, fatturato e export i trenta distretti associati (su un totale di distretti che a seconda delle stime varia da 80 a 230, hanno un peso pari a circa il 50%. Nella parte movie, il segretario propone un affresco dei distretti soffermandosi sui fattori che ne hanno fatto un caso di successo: livelli di disoccupazione molto contenuti, tassi di attività femminili elevati, utilizzo di tecnologie di frontiera e coerenza con il contesto in cui operano, come ci ricordano i numerosi musei delle attività caratteristiche. L'affresco si chiude con il chiaro oscuro della consapevolezza che i distretti sono "le finestre dell'Italia sul futuro" e, allo stesso tempo, "la sua più grande scommessa".
Zoom sui distretti. E' la sezione riservata agli ingrandimenti specifici sui singoli distretti. Navigando sulla mappa dell'Italia si può accedere ai documenti di testo e alle immagini che presentano produzioni, economia, storia, patrimonio artistico e tradizioni enogastronomiche delle singole aree. Per ogni distretto sono specificati gli indirizzi di associazioni, enti, musei, enti locali, camere di commercio e in alcuni casi, grazie all'icona movie, si presenta un breve spaccato animato del distretto che si sta visitando.
L'Istituto Nazionale per il Commercio Estero. La quarta sezione presenta l'attività dell'Ice, i servizi di assistenza e di scouting che offre alle imprese (organizzazione di mostre, indagini di mercato, schede paese, seminari informativi); quelli di interesse generale (le analisi sull'andamento dell'economia internazionale, e la redazione del rapporto annuale). Sempre con il mouse si accede alle informazioni e agli indirizzi utili, in Italia e all'estero, per usufruire nel migliore dei modi dei servizi Ice.
Particolarmente interessante l'intervista (a cui si accede sempre dall'opzione movie) con il Prof. Fabrizio Onida, presidente dell'Istituto Nazionale per il Commercio Estero. Onida sottolinea l'importanza dei distretti e l'attenzione che l'Ice intende riservare per rafforzare la loro penetrazione die mercati internazionali. Per Onida le carte vincenti dei distretti sono l'apertura alle nuove tecnologie, anche quando provengono dall'estero, e la qualità dei prodotti. In quest'ottica l'Ice si è organizzata per assistere le pmi dei distretti e intende ricorrere al marketing territoriale per attrarre nel nostro Paese, e quindi anche in questi centri di eccellenza, investimenti esteri.
 

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Il Club in Argentina


Il Club dei distretti ha partecipato a "Argentina & Italia: paises en movimiento", un evento espositivo molto importante che si è svolto a Buenos Aires tra il 10 ed il 16 maggio.
La mostra, che era organizzata dall'Istituto nazionale per il commercio estero, è stata di fatto una grande vetrina dell'Italia, la più grande mai aperta in Argentina da parte di un Paese estero. Ed è stato un riconoscimento affettivo per i circa 12 milioni di "italo – argentini" che vivono in questo angolo del Sudamerica.
Insieme ai soliti campioni nazionali (Ferrari, Parmalat, Consorzi dei prosciutti, ecc.. ), alle Regioni e alle associazioni di categoria (Confindustria, Confartigianato,..), a rappresentare l'Italia c'era, per la prima volta in un evento internazionale, anche il Club dei distretti.
Il fenomeno dei distretti presentato con mappe, documenti e cataloghi e con una selezione di prodotti (filati, tessuti, occhiali, valvole, pentole, posate, mobili,) di grande effetto per il design. Le produzioni dei distretti, peraltro, dominavano anche la presenza delle Regioni (Veneto, Lombardia, Toscana) e dei consorzi.
Tra l'altro, mercoledì 12 maggio si è svolto un seminario sul tema "Distretti industriali: la via italiana al lavoro e allo sviluppo". Dopo l'introduzione di Gioacchino Gabbuti, direttore generale dell'Ice, sono intervenuti, Paolo Sarti, presidente del Club, Umberto Colombo, ex Ministro dell'Università e della Ricerca Scientifica Tecnologica, ed i rappresentanti dei distretti del nord-est, della Toscana, della Lombardia e del Piemonte.
"La ricetta dei distretti industriali" ha osservato il Sarti, "propone quello che oggi molti governi centrali e molte regioni vorrebbero realizzare, ossia imprese dinamiche, radicate sul territorio e proiettate sui mercati internazionali, livelli di disoccupazione contenuti ed un elevato benessere con una buona qualità della vita".
Dopo aver presentato il Club e la sua attività nel campo delle politiche e delle pubbliche relazioni, rivolgendosi agli argentini ha osservato che: "spesso, proprio per il fascino dei distretti, ci giungono richieste di collaborazione o di assistenza per favorire la nascita di questi sistemi produttivi in regioni con problemi di disoccupazione. Il Club, tuttavia, non è venuto a Buenos Aires per insegnare la ricetta dei distretti e questo per il semplice fatto che non ci sono segreti né formule magiche". Tra l'altro, ha sottolineato che i distretti sono venuti in Argentina non per celebrare un modello di sviluppo ma per presentare alcune delle punte di eccellenza del made in Italy e per farle conoscere nel Sud America. I consumatori di tutto il mondo, infatti, quando acquistano un prodotto made in Italy acquistano anche una rappresentazione dell'Italia e dello stile di vita italiano e proprio nelle produzioni dei distretti si può cogliere "l'italianità" delle piccole città e dei Comuni del nostro Rinascimento.
Nelle conclusioni ha fatto un breve accenno al tema, sempre molto dibattuto, della replicabilità o della trasferibilità del modello dei distretti industriali in altri paesi: "Non sappiamo" ha commentato, "se il loro esempio possa essere replicato in Argentina o in altri paesi. A priori non sembra un percorso facile ma mi auguro che sentieri di sviluppo analoghi ai nostri siano battuti anche in altre parti del mondo".
Il tema è stato ripreso dal professor Umberto Colombo. "Il fenomeno che sta alla base della nascita di questi sistemi industriali" ha sottolineato l'ex ministro, "è molto articolato ed appare difficilmente esportabile. Ma non impossibile in una prospettiva di medio termine. Dopo tutto nel dopoguerra anche l'Italia era un Paese prevalentemente agricolo e il successo dei distretti ha modificato la struttura e lo stesso paesaggio dell'economia italiana. Nel caso dell'Argentina, inoltre, questo sentiero di sviluppo potrebbe essere più facile perché più del cinquanta per cento della popolazione vanta origini italiane".
 

Colombo ha anche ammonito i protagonisti dei distretti, vecchi e nuovi, a cambiare atteggiamento nei confronti dello sviluppo tecnologico dove le imprese hanno fatto cose molto egregie ma ora sono chiamate a fare passi molto più lunghi e rapidi.
 

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Le nuove frontiere del distretto di Omegna


Il distretto degli articoli casalinghi di Omegna (Cusio-Ossola) ha perso lo slancio degli anni dello sviluppo e punta alla leva dell'innovazione tecnologica per riacquistare competitività.
Non può fare molto sul piano dei prezzi dal momento che il divario nei costi, primo fra tutti quelli del lavoro, rispetto ai concorrenti del Far East e dell'Est europeo è praticamente incolmabile. E non può fare affidamento nelle prospettive di ripresa della domanda per i suoi prodotti; la partita va giocata d'anticipo, con progetti nuovi e obbiettivi precisi.
La stagione delle grandi innovazioni, di processo e di prodotto, sembra solo un ricordo. L'attività di ricerca si è allontana della frontiere tecnologiche; non si avverte lo stesso impegno di un tempo in progetti che possono rivitalizzare la filiera produttiva e il flusso di innovazioni si è ridotto.
Una parte delle grandi aziende e degli operatori per conto terzi è impegnata prevalentemente all'automazione dei processi produttivi; gli altri scommettono sul design e la riorganizzazione delle reti commerciali. Nelle aziende minori, invece, l'innovazione viene subita. Il gap tecnologico del distretto nel suo insieme si nasconde soprattutto nei passaggi produttivi, ed in particolare nella pulitura e lucidatura finale dei metalli. Questa lavorazione, infatti, viene ancora affidata all'attività manuale ed incide pesantemente sul prezzo finale dei prodotti. Ed anche se i cataloghi delle aziende leader mostrano una quantità notevole di articoli realizzati con i materiali più disparati, l'offerta resta ancorata agli oggetti tradizionali in acciaio ed alluminio.
Un discorso a parte merita lo studio delle forme, da sempre fattore fondamentale nella produzione di articoli casalinghi. Un vero salto di qualità, in questo caso, si verificò con la caffettiera Bialetti e la pentola a pressione Lagostina che si sono imposte sul mercato mondiale grazie alle valenze estetiche e alle forme di questi "classici" della storia del settore. Questo filone è stato sviluppato soprattutto dalla Alessi e basta dare uno sguardo al catalogo 1999 di questa azienda per capire quanta importanza abbia assunto il design: l'ampia gamma degli articoli proposti, che comprende orologi, articoli di giardinaggio e per l'igiene orale, oggetti per l'ufficio, carrelli, contenitori di essenze, ha tagliato gli angusti confini degli utensili da cucina. Altro strumento di marketing è costituito dalla sempre più frequenti produzioni "artistiche" in edizioni limitate e numerate.
In un primo tempo, le altre aziende del settore hanno guardato con diffidenza alla proposta della Alessi ma poi il quadro è cambiato. Nel 1993 Piazza ha realizzato una linea di barattoli multiuso e di pentole professionali con la collaborazione dello studio Original Designers 6R5 di Milano; , qualche anno prima (1989) Lagostina aveva iniziato la collaborazione con importanti designer; la stessa Bialetti, pur continuando a produrre le classiche moka, ha investito più risorse nell'innovazione estetica.
Oggi le politiche aziendali nel settore sono orientate alla focalizzazione in una particolare fascia di articoli mentre a livello di processi si è investito molto per assicurare sicurezza e nuove prestazioni (igiene, diete, salute,..) ai prodotti.
Negli ultimi anni, inoltre, gli attori del distretti si sono preoccupati di rafforzare il tessuto connettivo locale avvicinando le aziende fra loro e con la popolazione. Il coinvolgimento dei lavoratori è considerato condizione fondamentale per garantire prestazioni qualificate e per creare un contesto favorevole allo sviluppo di nuove imprese. E proprio per questo sono nate alcune importanti strutture di "governance" a livello di distretto.
La prima è il Tecnoparco del Lago Maggiore, che concentra le attività nel campo della ricerca e del sostegno tecnologico. Al suo interno vengono effettuate le analisi di resistenza all'usura delle pentole antiaderenti, le prove sulla deformazione dei fondi pentole a caldo e a freddo e, per le pentole a pressione, tutte le analisi termografiche e di conformità alla norma UNI 9616.
Il Forum di Omegna, invece, rappresenta la volontà di un reciproco scambio tra l'immagine del distretti industriale e le vocazioni turistiche del territorio. La promozione dell'immagine della città e della sua imprenditorialità si è ispirata ad esperienze gia attuate sia all'estero (il museo "Tecnica ed artigianato" di Hagen) che in Italia (il museo "Valeriani" di Bologna). E così anche a Omegna è nato un museo di "Storia dell'industria locale" ospitato in un'accogliente struttura insieme ad un centro congressi e al "Forum shop", vera vetrina del distretto dove si possono acquistare gli articoli prodotti in zona a prezzi convenienti.

Alessandra Ressico

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THE COMPETITIVENESS INSTITUTE II ANNUAL CONFERENCE

VARESE, 10-12 NOVEMBER 1999

THE CHALLENGES OF MATURE AND EMERGING CLUSTERS

PRELIMINARY PROGRAM

 

Mon. 8 and Tue 9 Nov. Optional reference visits to Biella, Lumezzane and Varese clusters
 

Wed. 10 November

9,00 Follow-up of cluster reference visits: update on Italian clusters economic situation (Club dei Distretti, Cluster Competitività e Unione Industriali Varese)

11,30 Welcome sessions:
          - TCI President (Emiliano Duch)
          - Club dei Distretti President (Paolo Sarti )

12,00 Keynote address on conference structure (Michael J. Enright)

14,00 1st Parallel sessions:
         a) Mature clusters:                      b)Emerging clusters:
         crisis and regeneration                 birth and generation

16,30 Report back session

17,30 Networking / open time

 

Thu 11 November

9,00 2nd Parallel sessions
        a) The role of Governement             b) Success stories
        in cluster initiatives                           in cluster initiatives

11,00 3rd Parallel sessions
          a) The role of private sector           b) Success stories
          in cluster initiatives                         in cluster initiatives

14,00 4th Parallel sessions
          a) Research on                              b) Training on
          cluster initiatives                            cluster development

16,30 Brainstorming on The Competitiveness Institute initiatives

 

Fri 12 November

9,00 The Competitiveness Institute General Assembly

10,00 Keynote speaker from Joint Venture (Silicon Valley)

10,45 Next year conference presentation

11,45 Keynote speaker

12,30 Closing lunch and Board of Advisors meeting

Segreteria: www.competitiveness.org

Insieme a The Cluster Institute, una fondazione con sede a Barcellona che raccoglie un gruppo internazionale di esperti e di operatori dei distretti, abbiamo promosso un convegno.
E' una occasione per allargare le prospettive e scambiare approcci e esperienze i problemi dei distretti già esisistenti e di quelli in fase di sviluppo. Camere di commercio, fondazioni e associazioni dei distretti sono caldamente invitate ad incoraggiare (per esempio pagando le spese d'iscrizione; 1.000 Euro) un rappresentante del proprio distretto (neolaureati, giovani funzionari..) a partecipare a questo incontro.

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Recensioni


Marco Fortis (a cura di),
Aree distrettuali prealpine. Meccanica, tessile, gomma e plastica
F. Angeli, Milano, 1999

I distretti industriali sono gli autentici mattatori del made in Italy, un sistema composito che comprende i settori del sistema moda, l'arredo, i prodotti per la casa e la persona e la dieta mediterranea, sono, come è stato dimostrato, uno dei grandi motori che fanno girare l'economia italiana. Marco Fortis, docente di economia industriale all'Università Cattolica di Milano e direttore dell'Ufficio studi in Montedison, è uno dei più attenti osservatori di questo fenomeno. Per anni ci ha fornito analisi originali e puntuali sulle esportazioni e sui consumi di energia elettrica nei distretti. Con questo nuovo lavoro si tuffa in alcuni distretti del Nord Italia e precisamente quelli dell'area dei Laghi, delle Prealpi e delle Alpi centrali. E con il rigore analitico e il senso pratico ai quali ci aveva abituati nei saggi precedenti, ricostruisce le caratteristiche di questi sistemi produttivi sforzandosi di evidenziarne le ragioni del successo. Dopo aver delineato le caratteristiche del contesto che fa da sfondo ai casi esaminati si sofferma sulle vocazioni produttiva generale della regione dei Laghi, delle Prealpi e delle Alpi centrali: il tessile-abbigliamento, la trasformazione delle materie plastiche, la rubinetteria, la produzione di valvole. L'analisi scende quindi nel particolare, isolando le specializzazioni delle singole province; i vari quadri sono corredati dall'esame dei flussi di esportazioni e da alcune chiose centrate sul del rapporto fra grandi imprese e distretti industriali. Fortis non nasconde le proprie simpatie per un tipo di rapporti dove la grande impresa, consapevole del proprio ruolo e attenta ai propri clienti, collabora con le piccole e medie aziende o con i distretti, come è accaduto nel caso del distretto delle calze femminili di Castel Goffredo. Qui la multinazionale Du Pont ha investito molto concorrendo al successo di molte aziende che oggi acquistano grandi quantità dei suoi filati. Nella seconda parte del libro l'autore analizza, con l'ausilio di un meticoloso corredo statistico, alcuni tra i più noti distretti industriali italiani: Cusio-Valsesia (insieme a Andrea Clerici e Alberto Nodari), Lumezzane (con A. Nodari), Como (con A. Clerici), Castel Goffredo (con Giorgina Bassetti e A. Nodari) e la più recente "valle del fluoro" sorta tra Bergamo e Brescia (con Elena Giarda). Di ogni distretto vengono proposte un profilo storico e i tratti caratterizzanti. Il volume si chiude con una sintesi in tedesco, francese ed inglese; anche questa, come gli altri lavori di Fortis, contribuirà a far conoscere meglio il tessuto industriale delle Prealpi e delle Alpi centrali e, con questi, dei distretti industriali italiani.

 
Donato Lucev
I distretti industriali in Campania
Istituto di statistica e matematica - Istituto universitario navale, Napoli, 1999, collana Quaderni di discussione, n. 16

I1 lavoro di Donato Lucev, docente presso l'Istituto si statistica e matematica di Napoli, propone una procedura originale per individuare i distretti industriali che sussistono nella Regione Campania. I1 saggio parte dalla constatazione che l'utilizzo dei parametri dei provvedimenti legislativi previsti all'individuazione dei distretti (in pratica il cosiddetto decreto Guarino del 21/4/1993) non fa emergere tutte le realtà che presentano caratteristiche distrettuali. Le critiche metodologiche di Lucev prendono di mira soprattutto il parametro di base, ovvero i confini dei sistemi locali del lavoro. Applicando la vecchia normativa (nel frattempo, infatti, il decreto è stato sostituito con una nuova normativa) i distretti industriali della Campania sono solo tre; Solofra (concia), Agerola (tessile abbigliamento e alimentare) e San Marco dei Cavoti (abbigliamento). La Regione Campania, comunque, non si è lasciata ingabbiare ed ha individuato sette distretti: Nocera Inferiore (alimentari), Calitri (tessile abbigliamento), Sant'Agata dei Cavoti (macchine elettriche), Grumo Nevano (tessile abbigliamento, concia) e San Giuseppe Vesuviano (abbigliamento), oltre a Solofra e San Marco dei Cavoti. Lucev propone una definizione diversa di distretto industriale, svincolata dai criteri del decreto 1993, e partendo da unità territoriali diverse dai sistemi locali del lavoro costruisce una nuova mappa con i distretti di Santa Maria a Vico (concia e cuoio), Grumo Nevano, Mugnano di Napoli (contigua al precedente), San Giuseppe Vesuviano, Gragnano (che comprende quello iniziale di Agerola), Sorrento (legno e mobili), San Marco dei Cavoti, Calitri, Solofra, Nocerino-Sarnese (alimentare) ed Eboli (alimentare). La legge Bersani due approvata recentemente ha reso superflua una parte del saggio di Lucev; questo resta tuttavia utilissimo nella parte in cui traccia la mappa dei distretti della Campania. Ora servono studi capaci di gettare un ponte tra i dati dei censimenti e la ricerca diretta sul campo!

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Eventi e News

Nuovi Soci

Il distretto del legno di Matera, Santeramo in Colle, Altamura rappresentato dalla Camera di Commercio I.A.A. di Matera

La voce del Club Il Club ha partecipato ai seguenti incontri:

Agenzia Lumetel Convegno "Tra efficienza, reciprocità e reputazione. La successione di impresa in una realtà distrettuale". Brescia, 17 dicembre 1998

Camera del Lavoro di Prato, Cgil toscana, Federazione formazione e ricerca Cgil nazionale Innovazione, formazione e cultura nel distretto industriale Prato, 22 febbraio 1999

Distretto industriale di Prato Visita del Ministro dell'industria francese e di una delegazione dell'Assemblea Nazionale Prato, 7-8 aprile1999

Regione Liguria Distretti industriali e sistemi produttivi locali: nuovi strumenti per lo sviluppo del Sistema Liguria Genova, 12 aprile 1999

Comune di Agliana Agliana 2000 e oltre Agliana, 28 aprile 1999

Regione Toscana I distretti industriali come forma di organizzazione dello sviluppo delle periferie marittime d'Europa: il contributo della Toscana. Prato, 5 maggio 1999

Assemblée Nationale, Commission de la Production Groupe de travial sur les petites et moyennes enterprises Paris, Palace Bourbon, seance du 16 juin 1999

Unione Industriali della Provincia di Lecco Sistemi territoriali italiani ed europei a confronto Varenna, 18 giugno 1999

Datar Les systèmes productifs locaux. Des modes spécifiques de développment éeconomique territorial en France Toulouse Labége, 21 juin 1999

Pubblicazioni

Giacomo Becattini e Stefano Menghinello Contributo e ruolo del made in Italy <distrettuale> nelle esportazioni nazionali di manufatti in Sviluppo Locale , 1998, n.9, vol.V

Domenico Scalera e Alberto Zazzaro La nuova politica regionale per le aree depresse: alcune evidenze sull'erogazione degli incentivi agli investimenti predisposti dalla legge 488 del 1992 in Economia Marche , dicembre 1998, n.3

Rapporto Osem 1998 Asolo e Montebelluna. Centro mondiale della calzatura sportiva Banca Popolare Asolo e Montebelluna, 1999

Stefania Borghini e Mara Cibin Indagine sulla gestione ambientale d'impresa nel Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige Fondazione Eni Enrico Mattei, 1999

Marco Fortis (a cura di) Aree distrettuali prealpine- meccanica, tessile, gomma e plastica Franco Angeli, Milano, 1999

Donato Lucev I distretti industriali in Campania Istituto di statistica e matematica e Istituto universitario navale, Napoli, 1999, Quaderni di discussione, n.16

Laper (a cura di) Sviluppo locale e politica industriale: un possibile percorso formativo per il policy maker Marzo 1999

Giunta Regionale d'Abruzzo Piani dei distretti industriali di Vasto, Val Vibrata, Piana del cavaliere, Maiella Orientale Regione flash, nn. 20-23 1999

Convegni (segnalazioni)

I distretti industriali, motori dell'economia italiana Mantova, 24-25 settembre 1999 Organizzato da Club dei distretti industriali e Istituto Italiano Commercio Estero Gli incontri pratesi su "Lo sviluppo locale" - Teorie e pratiche dello sviluppo locale Villa medicea di Artimino, 13-17 settembre 1999 Organizzato da I.R.I.S., via Ceppo Vecchio 57, 59100 Prato; tel. 0574 607522, fax 607601

Strategie per lo sviluppo locale. Modelli e strumenti per la formazione di district manager Altavilla Vicentina, 5-9 ottobre 1999 Organizzato da Istituto Ricerche Storia Religiosa, Contrà Mure San Rocco, 28, Vicenza; 0444- 544161 The Challenges of Mature and Emerging Cluster Varese, Ville Ponti, 10-12 novembre 1999 Organizzato da The Competitivenss Institute e dal Club dei distretti industriali. Segreteria: www.competitiveness.org

 

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