
(ANSA) - MAZARA DEL VALLO (TRAPANI), 11 AGO
– La “Nave dei Sapori”, anzi la “Nave del Made in Italy”: “Si tratta di una idea
che in questi due giorni ci è balenata, a me ed al presidente del distretto
pesca di Mazara del Vallo – Cosvap Giovanni Tumbiolo”. A parlare è Marco
Stradiotto, deputato della Margherita e da pochi mesi sottosegretario di Stato
al ministero dello Sviluppo Economico con delega ai “Distretti Produttivi” ed al
“Made in Italy”. E’ lui l’ospite d’onore al tavolo della presentazione del Parco
Agroalimentare della Sicillia Occidentale, ovvero il prodotto della sintesi
raggiunta da tre distretti produttivi del territorio belicino: il vitivinicolo,
l’olivicolo e della pesca. “E la “Nave dei Sapori” – spiega Tumbiolo – potrebbe
essere il veicolo principe per promuovere un “paniere” di prodotti
agroalimentari locali di qualità che quindi possano affrontare insieme le sfide
dei mercati”. Un’idea che il neo sottosegretario del ministero di Pier Luigi
Bersani vorrebbe addirittura estendere a tutto il “Made in Italy”, lasciando
navigare questa nave anche fuori delle rassicuranti acque del Mediterraneo”.
“D’altro canto – continua Stradiotto – questi tre distretti produttivi che danno
vita al Parco Agroalimentare hanno deciso di unirsi in modo utile per affrontare
le sfide globali, visto che questo è il mercato in cui ci muoviamo, ma non
dimenticano che è necessario anche rimanere locali”. Agevolare il lavoro delle
imprese e semplificare: questi sono i principi che il ministero sta coltivando
“Garantire i marchi senz’altro – spiega il sottosegretario – e
contemporaneamente cercare di trovare il modo di spiegare al consumatore a
distinguere il prodotto Made in Italy “vero” da quello “falso”. Perché non ci
dobbiamo dimenticare che solo il 20% del prodotto Made in Italy è originale: il
resto è contraffatto”.
Del resto, la creazione dei marchi e la loro
tutela sono il primo passo. Da cinque anni si attende il riconoscimento del
marco DOP per il Gambero Rosa di Mazara del Vallo e la Sardina di Sicilia. “Sì,
è indispensabile. Accelerare e semplificare questi processi. Ma anche sostenere
economicamente le imprese e, oggi, i distretti. Purtroppo si rischia di
polverizzare le risorse: ci sono 50 milioni di euro nella finanziaria alla voce
Distretti Produttivi, che rappresentano lo strumento di sviluppo di questi anni.
La rete, il sistema è l’unica soluzione possibile. Bisogna selezionare perché
altrimenti le risorse sono minime. Infatti per la Sicilia sono talmente
irrisorie che non vale neppure la pena di farci conto. Ecco perché tra i cinque
temi individuati come direttrici per lo Sviluppo Economico uno intero è dedicato
al Made In Italy, affidato all’A.D. della Bialetti, Alberto Piantoni. Un
pre-bando per accogliere le idee progettuali e poi successivamente scremarle per
accompagnare le iniziative più meritevoli”. E tra queste potrebbe rientrare il
progetto del Parco Agroalimentare della Sicilia Occidentale: “un organismo che,
riunendo i tre distretti della Pesca, Vitivinicolo e Olivicolo – precisa
Giovanni Tumbiolo, presidente del Cosvap – raggiungere numeri da multinazionale
tascabile”. 834 aziende partners che assorbono 4.789 occupati con un fatturato
complessivo di 657.700.000 euro ed una quota di export superiore ai 100 milioni
di euro. Numeri che già hanno solleticato l’interesse delle imprese del credito
che hanno cominciato a valutare le possibilità di collaborazione attiva con
questa nuova creatura. Quattro gli assi di intervento del piano attorno al quale
si sviluppa il Parco: mettere in rete tutti gli operatori del Parco
Agroalimentare; creare le condizioni per l’accesso alle imprese ai mercati dei
capitali; migliorare le condizioni di accesso ai mercati nazionali ed esteri;
orientare gli sforzi degli Enti di ricerca e favorire l’introduzione di
innovazione alle imprese agroalimentari.
Per Fabio Foraci, presidente del Distretto
Vitivinicolo della Sicilia Occidentale, il ruolo dei Distretti è fondamentale:
qualità e identità sono un binomio indissolubile ma anche la ricerca di nuovi
prodotti è una fase essenziale della crescita. “Però bisogna partire dalle
fondamenta – precisa – per esempio dall’istituto giuridico. Ho chiesto – spiega
Foraci – l’emanazione di una direttiva che disegni chiaramente il percorso per
trasformare i Distretti da comitati, come oggi sono, a soggetti giuridici
riconosciuti”. Per Giuseppe Curaba, presidente del distretto olivicolo della
Sicilia occidentale “Terre d’Occidente” bisogna diversificare: “la massa critica
di ammasso – spiega – è al 70% per olio e solo al 30% per mensa”. Laddove però
il segmento della mensa è il più ricco. “Quindi bisogna operare una conversione
ed un supporto ai produttori. Noi abbiamo inglobato le realtà di Palermo e di
Agrigento ed oggi siamo pronti a confrontarci con tutto il territorio isolano.
La prima proposta? Creare piattaforme di acquisto per assicurare al produttore
il totale assorbimento della sua produzione e, contestualmente, spingere ad una
selezione e ad una riconversione della coltura”.
Rassegna Stampa
"Presentato il "Parco-agroalimentare". Obiettivo è la valorizzazione delle
risorse". Giornale di Sicilia, 12 agosto 2007
"C'è
unità d'intenti tra i tre distretti produttivi", Giornale di Sicilia, 14 agosto
2007
Agosto,
2007