
BEVAGNA-MONTEFALCO
INTERVENTO DEL PRESIDENTE TERRIBILE
Campionaria dei talenti territoriali
Buongiorno a tutti.
Innanzi
tutto desidero ringraziare Symbola e i suoi rappresentanti che ancora una volta
ci offrono la preziosa possibilità di confrontarci, discutere e approfondire
sempre più la conoscenza del valore aggiunto che i nostri prodotti e la nostra
terra danno all’economia e all’intera società.
Vorrei
iniziare il mio breve intervento con una serie di dati che riguardano i
distretti in Italia e di conseguenza la nostra Associazione che tra qualche mese
– ve lo anticipo con entusiasmo – diventerà Federazione.
Di
fatto -sempre più- oggi si comunica attraverso i numeri. Moltissime sono le
richieste di informazioni che arrivano alla nostra segreteria relative a dati
che riguardano i distretti. Forse perché, oltre agli slogan–che a volte lasciano
il tempo che trovano – e i grandi annunci, c’è la necessità - e io aggiungo “per
fortuna” -, di avere dei riferimenti precisi che corrispondano alla realtà di
una parte della nostra economia che ci ha sempre dato soddisfazione e ci ha reso
famosi in tutto il mondo. In questa direzione – faccio un breve inciso – stiamo
collaborando da mesi con i Ministeri, in particolare con quello dello Sviluppo
Economico proprio per mettere a disposizione l’esperienza degli ultimi 15 anni a
contatto con i territori.
Torniamo ai numeri. I distretti italiani censiti dall’ISTAT sono 156 e in essi
risiedono 12,5 milioni di abitanti. Le aziende manifatturiere rappresentano il
40% e gli addetti coinvolti (di tutti i settori produttivi) sono il 25%, mentre
per il solo settore manifatturiero ben il 39.3%. L’export manifatturiero dei
distretti italiani corrisponde al 46,1%.
Questi
i dati relativi ai TALENTI che compongono il nostro territorio. Ma voglio essere
ancora più preciso e portarvi fatti tangibili riguardanti alcuni dei distretti
che mi onoro di rappresentare in questo giorno per entrare nel vivo
dell’argomento discusso al momento.
Ad oggi
la nostra Associazione riunisce i cinquanta distretti che rappresentano le
importanti eccellenze del panorama del Made in Italy. Voglio citare ancora
alcuni dato facendo qualche esempio e focalizzandomi su un distretto
generalmente poco conosciuto:
E su
alcuni dei distretti agroalimentari come:
-
Il
distretto produttivo della Pesca di Mazara del Vallo con le sue 130 imprese ha
2120 addetti e arriva a 260 milioni di euro di fatturato (di cui 44 milioni di
euro provengono dall’export).
-
Il
distretto agroalimentare di San Daniele del Friuli -anzi la giusta definizione
del distretto è Parco Agralimentare: l’amministrazione ha scelto una
denominazione che riassume le molteplici valenze - AMBIENTALI e INDUSTRIALI -
che il Distretto di San Daniele ha in sé e ne enfatizzare la vocazione ad uno
“SVILUPPO SOSTENIBILE”. Questo distretto, con 103 localizzazioni occupa 1.023
addetti ai lavori e per il solo settore del PROSCIUTTO DOP realizza un giro di
affari di 300 milioni di euro le cui esportazioni coprono il 18% della
produzione.
-
Distretto Agroindustriale di Nocera Inferiore Gragnano (famoso nel mondo per
il suo “pomodoro e la sua pasta”) Occupati: 51.000 che producono un fatturato
di 560 milioni di euro di cui l’export è di 7.533 mln di Euro
-
Ed
infine il distretto Agroindustriale del Vulutre in Basilicata che produce
olio, acqua, salsiccia, miele, marroncino ed altri famosi prodotti: numero
delle imprese: 96; occupati: 400; fatturato 2006 circa €. 108 milioni;
fatturato export in percentuale circa il 5%.
Mi
fermo qui perchè tutti gli altri (il tessile, l’occhialeria, la meccanica, le
calzature, l’orafo…) sono già sotto i nostri riflettori.
Questi
sono esempi di sistemi veri, molto diversi ed assolutamente non omogenei - anche
nei rapporti con i rispettivi territori-, ma che rappresentano anche le nostre
eccellenze. Il compito prioritario che dobbiamo avere è quello di salvaguardarle
e cercare di farle crescere sia a livello nazionale che internazionale
supportandole con politiche adeguate che ne valorizzino e stimolino la
competitività.
I
distretti associati a Distretti Italiani raggruppano 72.000
imprese che realizzano insieme 45 miliardi di euro di fatturato e 17 miliardi di
euro di export.
Non
voglio negare che negli ultimi anni alcuni dei nostri distretti abbiano
attraversato tempi difficili – in alcuni casi queste difficoltà non sono ancora
state superate e in altri hanno portato ad una radicale trasformazione del
distretto stesso. Ma è altrettanto indiscutibile come stiano ripartendo con
rinnovata forza ed energia. I mutamenti avvenuti – lo voglio sottolineare - sono
stati e sono spesso di tipo strutturale e non non solo congiunturale. A maggior
ragione gli strumenti che vanno pensati e adottati non possono essere
finalizzati ad interventi spot, ma devono partire da una strategia a medio-lungo
termine.
E lo
dimostrano i nostri distretti con il buon esempio : stanno investendo in
tecnologie e proggetti innovativi (pur mantenendo il loro stretto legame con il
territorio e la storia) per migliorare e sviluppare il loro know how in favore
di una rilevante crescita imprenditoriale e di un suo consolidamento.
Seguendo gli input che i nostri distretti ci danno, Distretti Italiani
ha avviato e sta avviando progetti innovativi ed importanti.
Eccone
alcuni esempi:
-
Primo
punto: favorire il trasferimento tecnologico e l’innovazione di prodotto e di
processo presso i distretti. Per far questo abbiamo stipulato convenzioni con
Università e centri di ricerca finalizzate a favorire il trasferimento
tecnologico alle imprese attive nei distretti industriali. Ma abbiamo fatto di
più. Abbiamo costituito una società- in partnership con le Università, che si
chiama proprio “Sintesi” per l’ innovazione dei distretti.
-
Secondo: supportare l’internazionalizzazione e l’export delle aziende
distrettuali. Seguendo questa linea è stato realizzato:
-
Il
gemellaggio agro-ittico-alimentare fra i distretti di San Daniele del
Friuli, Nocera Inferiore-Gragnano, Mazara del Vallo e Vulture.
-
Il
piano di trasferimento tecnologico tra Italia e India. La
commercializzazione di impianti, tecnologie, know-how e il trasferimento di
imprese nei Paesi emergenti rappresenta un’opportunità per esportatori e
investitori
-
Terzo: promuovere strumenti di finanza innovativa. Abbiamo sottoscritto una
convenzione con San Paolo Imi e presto si avvierà la prima sperimentazione di
bond distrettuale in un distretto toscano. E sempre per promuovere presso i
nostri distretti attività innovative nel settore finanziario abbiamo firmato
una convenzioni con Europrogetti e Finanza e con AIFI.
-
Infine: sviluppare la cooperazione tra le aziende distrettuali per la
realizzazione di reti è un obiettivo fondamentale per cui abbiamo messo in
atto diverse strategie tutte basate sul “fare sistema”.
Ed è
proprio per questo – lo voglio ribadire – che le occasioni che ci offre Symbola
sono fondamentali e ci terrei a far si che si strutturi tra le nostre realtà un
dialogo continuo che miri a valorizzare gli obiettivi comuni.
Spero
di essere stato chiaro – veloce di sicuro - e di avervi comunque fornito
ulteriori spunti di riflessione che possano aiutarci a dar forza, voce e
supporto operativo ai nostri distretti che ben rappresentano il connubio tra le
eccellenze del nostro territorio, della nostra storia e della nostra cultura.
Vi
ringrazio per l’attenzione e auguro a tutti una buona continuazione.
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Foto
dell'intervento di Paolo Terribile:


Allegati:
Il programma del
convegno (pdf.zip)
Luglio,
2007