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  Intervento del presidente Paolo Terribile al convegno di Symbola: "Territorio e sfide globali. I talenti dell'Italia e la sua missione" - 20 e 21 luglio 2007

 

BEVAGNA-MONTEFALCO

INTERVENTO DEL PRESIDENTE TERRIBILE

Campionaria dei talenti territoriali

Buongiorno a tutti.

Innanzi tutto desidero ringraziare Symbola e i suoi rappresentanti che ancora una volta ci offrono la preziosa possibilità di confrontarci, discutere e approfondire sempre più la conoscenza del valore aggiunto che i nostri prodotti e la nostra terra danno all’economia e all’intera società.

Vorrei iniziare il mio breve intervento con una serie di dati che riguardano i distretti in Italia e di conseguenza la nostra Associazione che tra qualche mese – ve lo anticipo con entusiasmo – diventerà Federazione.

Di fatto -sempre più- oggi si comunica attraverso i numeri. Moltissime sono le richieste di informazioni che arrivano alla nostra segreteria relative a dati che riguardano i distretti. Forse perché, oltre agli slogan–che a volte lasciano il tempo che trovano – e i grandi annunci, c’è la necessità - e io aggiungo “per fortuna” -, di avere dei riferimenti precisi che corrispondano alla realtà di una parte della nostra economia che ci ha sempre dato soddisfazione e ci ha reso famosi in tutto il mondo. In questa direzione – faccio un breve inciso – stiamo collaborando da mesi con i Ministeri, in particolare con quello dello Sviluppo Economico proprio per mettere a disposizione l’esperienza degli ultimi 15 anni a contatto con i territori.

Torniamo ai numeri. I distretti italiani censiti dall’ISTAT sono 156 e in essi risiedono 12,5 milioni di abitanti. Le aziende manifatturiere rappresentano il 40% e gli addetti coinvolti (di tutti i settori produttivi) sono il 25%, mentre per il solo settore manifatturiero ben il 39.3%. L’export manifatturiero dei distretti italiani corrisponde al 46,1%.

Questi i dati relativi ai TALENTI che compongono il nostro territorio. Ma voglio essere ancora più preciso e portarvi fatti tangibili riguardanti alcuni dei distretti che mi onoro di rappresentare in questo giorno per entrare nel vivo dell’argomento discusso al momento.

Ad oggi la nostra Associazione riunisce i cinquanta distretti che rappresentano le importanti eccellenze del panorama del Made in Italy. Voglio citare ancora alcuni dato facendo qualche esempio e focalizzandomi su un distretto generalmente poco conosciuto:

  • il distretto marchigiano del Cappello (Marche) con 130 imprese occupa 1.500 persone e crea un fatturato di 150 milioni di euro di cui l’export rappresenta il 60% della produzione e da più di 50 anni ha rapporti di collaborazione con la Cina!

E su alcuni dei distretti agroalimentari come:

  • Il distretto produttivo della Pesca di Mazara del Vallo con le sue 130 imprese ha 2120 addetti e arriva a 260 milioni di euro di fatturato (di cui 44 milioni di euro provengono dall’export).

  • Il distretto agroalimentare di San Daniele del Friuli -anzi la giusta definizione del distretto è Parco Agralimentare: l’amministrazione ha scelto una denominazione che riassume le molteplici valenze - AMBIENTALI e INDUSTRIALI - che il Distretto di San Daniele ha in sé e ne enfatizzare la vocazione ad uno “SVILUPPO SOSTENIBILE”. Questo distretto, con 103 localizzazioni occupa 1.023 addetti ai lavori e per il solo settore del PROSCIUTTO DOP realizza un giro di affari di 300 milioni di euro le cui esportazioni coprono il 18% della produzione.

  • Distretto Agroindustriale di Nocera Inferiore Gragnano (famoso nel mondo per il suo “pomodoro e la sua pasta”) Occupati: 51.000 che producono un fatturato di 560 milioni di euro di cui l’export è di 7.533 mln di Euro

  • Ed infine il distretto Agroindustriale del Vulutre in Basilicata che produce olio, acqua, salsiccia, miele, marroncino ed altri famosi prodotti: numero delle imprese: 96; occupati: 400; fatturato 2006 circa €. 108 milioni; fatturato export in percentuale circa il 5%.

Mi fermo qui perchè tutti gli altri (il tessile, l’occhialeria, la meccanica, le calzature, l’orafo…) sono già sotto i nostri riflettori.

Questi sono esempi di sistemi veri, molto diversi ed assolutamente non omogenei - anche nei rapporti con i rispettivi territori-, ma che rappresentano anche le nostre eccellenze. Il compito prioritario che dobbiamo avere è quello di salvaguardarle e cercare di farle crescere sia a livello nazionale che internazionale supportandole con politiche adeguate che ne valorizzino e stimolino la competitività.

I distretti associati a Distretti Italiani raggruppano 72.000 imprese che realizzano insieme 45 miliardi di euro di fatturato e 17 miliardi di euro di export.

Non voglio negare che negli ultimi anni alcuni dei nostri distretti abbiano attraversato tempi difficili – in alcuni casi queste difficoltà non sono ancora state superate e in altri hanno portato ad una radicale trasformazione del distretto stesso. Ma è altrettanto indiscutibile come stiano ripartendo con rinnovata forza ed energia. I mutamenti avvenuti – lo voglio sottolineare - sono stati e sono spesso di tipo strutturale e non non solo congiunturale. A maggior ragione gli strumenti che vanno pensati e adottati non possono essere finalizzati ad interventi spot, ma devono partire da una strategia a medio-lungo termine.

E lo dimostrano i nostri distretti con il buon esempio : stanno investendo in tecnologie e proggetti innovativi (pur mantenendo il loro stretto legame con il territorio e la storia) per migliorare e sviluppare il loro know how in favore di una rilevante crescita imprenditoriale e di un suo consolidamento.

Seguendo gli input che i nostri distretti ci danno, Distretti Italiani ha avviato e sta avviando progetti innovativi ed importanti.

Eccone alcuni esempi:

  1. Primo punto: favorire il trasferimento tecnologico e l’innovazione di prodotto e di processo presso i distretti. Per far questo abbiamo stipulato convenzioni con Università e centri di ricerca finalizzate a favorire il trasferimento tecnologico alle imprese attive nei distretti industriali. Ma abbiamo fatto di più. Abbiamo costituito una società- in partnership con le Università, che si chiama proprio “Sintesi” per l’ innovazione dei distretti.

  1. Secondo: supportare l’internazionalizzazione e l’export delle aziende distrettuali. Seguendo questa linea è stato realizzato:

    1. Il gemellaggio agro-ittico-alimentare fra i distretti di San Daniele del Friuli, Nocera Inferiore-Gragnano, Mazara del Vallo e Vulture.

    2. Il piano di trasferimento tecnologico tra Italia e India. La commercializzazione di impianti, tecnologie, know-how e il trasferimento di imprese nei Paesi emergenti rappresenta un’opportunità per esportatori e investitori

  1. Terzo: promuovere strumenti di finanza innovativa. Abbiamo sottoscritto una convenzione con San Paolo Imi e presto si avvierà la prima sperimentazione di bond distrettuale in un distretto toscano. E sempre per promuovere presso i nostri distretti attività innovative nel settore finanziario abbiamo firmato una convenzioni con Europrogetti e Finanza e con AIFI.

  1. Infine: sviluppare la cooperazione tra le aziende distrettuali per la realizzazione di reti è un obiettivo fondamentale per cui abbiamo messo in atto diverse strategie tutte basate sul “fare sistema”.

Ed è proprio per questo – lo voglio ribadire – che le occasioni che ci offre Symbola sono fondamentali e ci terrei a far si che si strutturi tra le nostre realtà un dialogo continuo che miri a valorizzare gli obiettivi comuni.

Spero di essere stato chiaro – veloce di sicuro - e di avervi comunque fornito ulteriori spunti di riflessione che possano aiutarci a dar forza, voce e supporto operativo ai nostri distretti che ben rappresentano il connubio tra le eccellenze del nostro territorio, della nostra storia e della nostra cultura.

Vi ringrazio per l’attenzione e auguro a tutti una buona continuazione.

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Foto dell'intervento di Paolo Terribile:

Allegati:

Il programma del convegno (pdf.zip)

Luglio, 2007

 



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