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  RASSEGNA STAMPA - "Padoa-Schioppa: nascosto al Fisco il 6-7% del gettito" - Da Il Sole 24 Ore, 5 dicembre 2006

Un fisco severo non per far pagare più tasse ma per distribuire il carico contributivo in maniera più equa, combattendo un’evasione che oggi penalizza di 6-7 punti la pressione fiscale. Un impegno senza precedenti, almeno negli ultimi vent’anni, in favore dell’economia e soprattutto delle Pmi. Un’attenzione a conciliare sostegno allo sviluppo con il risanamento dei conti pubblici. Sono questi i veri contenuti della criticata Finanziaria a giudizio del ministro Tommaso Padoa-Schioppa che ieri a Belluno, in occasione dei 200 anni della locale Camera di commercio, ha cercato di dare una ulteriore spinta a quell’“operazione consenso” che Governo e maggioranza stanno portando avanti soprattutto fra le categorie economiche e nelle Regioni del Nord.

Padoa-Schioppa ha ripetuto più volte che “sarebbe affrettato e ingiusto dare un giudizio oggi: le misure decise dal Governo possono creare scontento, ma i risultati si potranno misurare in termini sicuramente positivi già a partire dal prossimo anno”. Sollecitato dal direttore del Sole 24 Ore Ferruccio de Bortoli ad indicare, di fronte a una protesta diventata di massa, almeno un errore commesso dall’Esecutivo in questa fase il ministro ha ribadito: “Questo governo non è infallibile, ma citatemene uno del passato che lo sia stato”. E la confusione in tema di fiscalità immobiliare? “L’errore è durato poche ore, ma non credo si debbano gonfiare a dismisura questi particolari”.

Belluno, la sua economia, i suoi problemi sono diventati un po’ la cartina al tornasole con cui verificare fatti e intenzioni del Governo. La provincia più povera d’Italia nell’immediato dopoguerra, terra da sempre di emigrazione, ha oggi un capoluogo al terzo posto per qualità della vita, vanta un’economia dinamica con un giusto mix fra grande e piccola impresa. Ma nella relazione del presidente della Camera di commercio Paolo Terribile non sono mancate critiche e preoccupazioni. C’è una evidente disparità di trattamento, anche per le aziende, fra le Regioni a statuto ordinario e quelle ad ordinamento speciale che impone una rapida attuazione del federalismo fiscale. Ci sono le difficoltà tipiche di un’area di montagna. Ma ci sono anche i problemi vissuti da tutti: disposizioni retroattive che spiazzano le aziende; decreti d’urgenza che lasciano ampi margini di incertezza attuativa; norme fiscali che diventano un evento traumatico perchè di difficile adempimento. Ed ancora c’è il problema dei distretti che si trovano a metà del guado visto che le innovazioni contenute nella precedente Finanziaria non hanno trovato seguito.

Padoa Schioppa ha affermato di credere nel futuro dei distretti, anche se “fare del distretto, come proposto, un soggetto passivo di imposta è una questione da studiare con attenzione”. “Quanto al federalismo fiscale – ha aggiunto – è una cosa bella ma di grande responsabilità, e in ogni caso c’era più federalismo sei anni fa che oggi, dopo lo smantellamento nella precedente legislatura della riforma costituzionale del 2001”. I “mal di pancia” del Nord, e in particolare del Nordest, vanno poi collegati, secondo il ministro, a due ragioni fondamentali: un senso di distacco da sempre percepito verso lo Stato centrale ma anche la convinzione di avere sostenuto economicamente uno sviluppo del Sud mai realizzato. Come uscirne? Guardando avanti verso un futuro fatto di manifatturiero a più alto valore aggiunto, di tecnologia, di formazione, nella convinzione che “bisogna concentrarsi sui punti fondamentali, che oggi sono rimettere in moto l’economia e riequilibrare i conti; tutto il resto sono particolari da considerare come tali”.

Claudio Pasqualetto
Il Sole 24 Ore, 5 dicembre 2006

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Foto:

Prima dall'alto, da sx: Ferruccio de Bortoli, Tommaso Padoa-Schioppa, Paolo Terribile.

Seconda dall'alto, da sx: Tommaso Padoa-Schioppa, Paolo Terribile

 

Dicembre, 2006

 



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