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Invitiamo
tutti i distretti del Veneto che volessero rendere noti i propri patti ad
inviarcene una copia via e-mail - Dopo il distretto di Montebelluna
pubblichiamo integralmente
il patto presentato dal distretto dell'occhialeria di Belluno....
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L’Analisi della filiera produttiva del comparto
dell’occhialeria commissionata dalla Camera di Commercio di Belluno con la
collaborazione delle Comunità Montane Centro Cadore e Cadore-Longaronese-Zoldano
(e conclusa nel 2000 a cura di M. Calcagno, S. Faccipieri e E. Rullani) ha
evidenziato che “uno degli aspetti più preoccupanti della crisi che ha investito
il settore dell’occhialeria, dopo il 1996, è la tendenza a ridurre la
connessione interna al distretto e dunque i vantaggi che sono connessi alla
divisione del lavoro nella filiera produttiva.
I segni di
questo scollamento sono diversi, ma uno prevale su tutti: la crisi del terzismo
come prima vistosa conseguenza dell’arretramento della domanda… i committenti
hanno sempre meno bisogno dei terzisti e questi cercano di fare da soli, o si
legano mani e piedi a chi offre un punto di appoggio.
La crisi si traduce dunque, come primo impatto,
non solo nell’eliminazione degli “anelli deboli “ della catena produttiva, ma
anche in una riorganizzazione della filiera produttiva che addensa le relazioni
all’interno delle singole aziende e riduce invece la densità relazionale del
sistema distrettuale”.
Tale condizione è indicata come problema-base e
pur a differenza di qualche anno i connotati della sua presenza e gli effetti
che da esso scaturiscono trovano conferma ancora oggi e danno conto di un
incombente stato di deperibilità del distretto. “Se le maggiori aziende – hanno
sottolineato gli studiosi – potrebbero da sole inaugurare un fase
post-distrettuale, in cui il settore conserva la sua vitalità anche se deperisce
la forma distrettuale finora avuta. Tuttavia, e qui sta il punto, una
prospettiva del genere sarebbe certamente difficile per molte piccole e medie
aziende che oggi dipendono strettamente dal distretto per gran numero di
funzioni…” concludendo che “ si tratta di un problema certamente affrontabile
per imprese che hanno superato una certa soglia di scala e di esperienza, ma
sicuramente drammatico per molte altre imprese che sono tuttora dipendenti per
moltissimi aspetti dalla vitalità dell’economia distrettuale”.
Se l’aspetto
descritto occupa una posizione di assoluta centralità tra i punti di debolezza
del distretto, l’inventariazione degli elementi di criticità non può prescindere
da altri fattori spesso di natura strutturale che comunque incidono pesantemente
sul mercato globalizzato. Tra essi certamente figurano anche:
·
la capacità di
produrre occhiali in quantità rilevantissime in altri Paesi del mondo;
·
la competitività sullo
scenario internazionale incarnata da tali Paesi (in particolare quelli del Far
East) con posizionamenti agguerriti per quanto concerne i costi di produzione e
i prezzi finali praticati al consumo;
·
nuovi e strategici
accreditamenti ufficiali (v. per es. Cina) nelle organizzazioni internazionali
del commercio.
Per altro verso non vanno trascurati gli elementi
di criticità che si affermano su una dimensione congiunturale in dipendenza
della stagnazione dei consumi sul mercato globale, delle difficoltà della
cosiddetta “locomotiva” americana e conseguentemente degli altri paesi
industrializzati (tutti a forte consumo di occhiali, specialmente griffati) e
delle logiche di carattere monetario (in particolare rapporto Euro/Dollaro) a
valere in particolare sulle dinamiche dell’esportazione.
Tenuto conto di quanto precedentemente affermato,
la Legge Regionale n. 8/2003 costituisce un’opportunità indubbia nella quale
calare le politiche di intervento per governare il presente ed impostare il
futuro del comparto.
Gli obiettivi da centrare non possono che essere
afferenti alle seguenti linee “forti” o ai seguenti ambiti:
Innovazione tecnologica,
da un lato per scoprire le ulteriori “riserve” mobilitabili allo scopo di
innovare il prodotto e conseguentemente conquistare o riconquistare nuovi spazi
di mercato, e dall’altro lato per favorire la riduzione dei costi di produzione.
Non va trascurato che tale linea è strettamente legata, per taluni aspetti, al
tema importante e delicato della normazione a livello europeo ed internazionale
e alle relative certificazioni.
Qualità di prodotto (e di processo),
per qualificare la produzione ben oltre alle opportunità accordate dalla moda e
dal relativo design, investendo soprattutto su forti garanzie di affidabilità
del prodotto e su un rapporto nuovo, quanto più diretto possibile con il
consumatore finale;
Riduzione dei costi e azione sulle dimensioni
d’impresa, per conquistare
significative economie di scala;
Promozione del distretto e delle sue potenzialità.
Le azioni previste godono di caratteristiche di
coerenza con la programmazione regionale, di trasferibilità ad altri
settori e comparti e non presentano aspetti di negativo impatto ambientale.
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Scarica la versione integrale
del "PATTO PER LO SVILUPPO DEL
DISTRETTO DELL'OCCHIALERIA DI BELLUNO"
(file.rtf.zip, 66 Kb)
Luglio,
2003
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