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Sono ben 210 i
"Musei dell'Artigianato" censiti da Confartigianato, occupano
complessivamente 2.231 addetti e lo scorso anno ciascuno di essi è stato
visitato in media da 14.250 persone. L'iniziativa,
patrocinata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, ha
tracciato la mappa dei Musei dell'artigianato e rappresenta il primo
passo di un progetto di collaborazione che Confartigianato ha proposto ai musei
stessi. L’obiettivo ultimo è l'istituzione di una rete di iniziative che
facciano interagire queste strutture museali con la comunità locale e
imprenditoriale cui appartengono.
Si tratta di
Musei destinati a raccogliere testimonianze dell’imprenditorialità artigiana e
di oggetti, un tempo di uso comune, il cui significato e la cui utilità si vanno
perdendo; musei legati a un territorio limitato, volti a raccontare
‘piccole/grandi storie’ locali, a ricordare le proprie radici a comunità
spesso di dimensioni ridotte.
Le tipologie di musei connotabili come “Musei
dell’Artigianato” sono molteplici: si va da collezioni di indubbio valore
artisti co
(Musei delle Arti Applicate) a Musei che raccolgono oggetti legati alla vita
quotidiana (utensili, arredi e manufatti legati alla cultura materiale), per
finire ai Musei delle macchine e degli utensili che servivano per la produzione
di determinati oggetti (come ad esempio i bellissimi mulini ad acqua utilizzati
per la lavorazione della seta, i cui pochi esemplari rimasti sono oggi
visitabili proprio grazie ai musei che li hanno preservati).
Più dettagliatamente, rientrano nella
definizione di ‘Musei dell’Artigianato’ i
musei delle arti applicate, del
tessuto, del merletto, degli strumenti musicali, della ceramica, della
lavorazione dei metalli, del legno, del vetro, della paglia, del presepe, dei
burattini, dei prodotti alimentari artigianali (cioccolato, liquirizia,
grappa…), nonché – come detto – degli strumenti e degli oggetti legati alla vita
quotidiana, e delle macchine utilizzate per la produzione di determinati
oggetti. Tale patrimonio museale rappresenta un vero e proprio
‘repertorio del made in Italy’.
Distretti
industriali e musei
Un dato
emerso dall'indagine è quello della presenza di un maggior numero di musei
dell'artigianato proprio laddove un territorio si specializza ed eccelle nella
produzione di un determinato manufatto. Quasi tutti i distretti industriali
che hanno contribuito a rendere il made in Italy famoso nel mondo hanno
sentito l'esigenza di affermare la propria identità culturale anche
valorizzando la storia delle proprie produzioni all'interno di un museo che
costituisca allo stesso tempo un luogo "delle radici" di una comunità
territoriale e uno strumento di sviluppo e promozione culturale della
stessa. Ecco allora i musei dell'arte serica a Como, i musei del ferro a Brescia, quelli delle ceramiche e piastrelle a Sassuolo,
del marmo a Massa Carrara, del tessile a Prato e Lecco,
dello scarpone a Montebelluna, della porcellana a Napoli,
dell'occhiale a Belluno, degli strumenti musicali a Castelfidardo,
della ceramica a Caltagirone, Civita Castellana e Sesto
Fiorentino, della calzatura a Stra e Vigevano, della grafica a
Città di Castello, del vetro a Murano e molti altri.
Il sito
Internet
Il materiale
raccolto ha costituito il fondo per il nuovo sito Internet nato nell'ambito
dell'iniziativa. Il sito permette di conoscere la realtà di questi musei sia dal
punto di vista culturale-turistico, sia da quello socio-economico
e tramite esso si possono acquisire informazioni sia sulle collezioni museali,
sia sui mestieri artigiani alle origini di tali collezioni. L'elenco dei
Musei è consultabile per categoria, per Regione e per Provincia. Cliccando
sul nome del Museo si può accedere alla sezione dedicata che comprende: i dati
tecnici del Museo, una descrizione delle collezioni ospitate, un'illustrazione
delle lavorazioni artigiane collegate ai manufatti ospitati dal Museo,
una galleria di foto, il link al sito web del Museo.
www.musei.confartigianato.it
settembre, 2002
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