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La Camera
dei Deputati sta discutendo il progetto di legge relativo all’istituzione
del marchio “Made in Italy” per la tutela della qualità dei prodotti
italiani.
Aldo
Durante, segretario generale del Club dei distretti e direttore del
Museo dello Scarpone e della Calzatura Sportiva di Montebelluna, ha partecipato
alla seduta parlamentare tenutasi il 17 ottobre scorso.
Si è
discusso su queste 4 proposte di legge:
le 4 proposte di legge
sull'"Istituzione del marchio "Made in Italy" per la tutela della qualità dei
prodotti italiani" (.htm, 86 Kb)
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Queste
le proposte formulate dal prof. Durante in tale ambito:
1) E’
opportuno che l’istituzione del marchio comprenda tutti i settori produttivi e
non, soltanto specifici tipi di produzione (ad es. il tessile oppure il
calzaturiero). Di tali prodotti, contrassegnati dal marchio, dovrebbe essere
raccolta la necessaria documentazione che ne definisca caratteristiche, modalità
di esecuzione, specificità. Un compito questo da affidare a un gruppo di lavoro
appositamente costituito.
2)
Dovrebbe essere tutelata l’esigenza degli artigiani che realizzano interamente
il proprio prodotto in territorio italiano di veder riconosciuto questo loro
ruolo, e di poterlo evidenziare nel momento della vendita, ma occorre anche
salvaguardare il lavoro di quanti hanno ormai delocalizzato parte della
produzione all’estero e mantengono però una quota dell’attività – specie quella
legata a ideazione e progettazione - nel nostro Paese. Il nodo risolutivo
potrebbe essere costituito dalla presenza di due differenti marchi: il made in
Italy per i prodotti interamente realizzati in Italia; il concepted in Italy o
styled in Italy per quelle produzioni che, pur realizzate all’estero, mantengono
le fasi di ideazione, progettazione e una quota di lavorazione in Italia.
tuttavia ogni azienda, per poter utilizzare il marchio styled in Italy,dovrà
dimostrare di realizzare una percentuale della propria produzione (si può
ipotizzare un 20%) in Italia. Questo significa che lo styled in Italy diviene
un diritto solamente di quanti garantiscono una quota di made in Italy. E’
infatti il mantenimento di una quota di produzione in Italia che può favorire il
reintegro e la conservazione di quel know how artigianale che dà tanto pregio ai nostri prodotti.
Montebelluna, 4 Novembre 2002
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